di Laura Lana Un Centro di aggregazione multifunzionale (Cam) nel quartiere Pelucca per svolgere attività istituzionali di diverso genere che rispondano ai bisogni socio-culturali del territorio, con l’obiettivo di prevenire situazioni di disagio e fragilità. Si è aperto in questi giorni l’avviso pubblico, con cui l’amministrazione cerca associazioni per gestire e avviare in via sperimentale il servizio all’interno del quartiere periferico, dove questo diventerebbe l’unico servizio...

di Laura Lana

Un Centro di aggregazione multifunzionale (Cam) nel quartiere Pelucca per svolgere attività istituzionali di diverso genere che rispondano ai bisogni socio-culturali del territorio, con l’obiettivo di prevenire situazioni di disagio e fragilità. Si è aperto in questi giorni l’avviso pubblico, con cui l’amministrazione cerca associazioni per gestire e avviare in via sperimentale il servizio all’interno del quartiere periferico, dove questo diventerebbe l’unico servizio pubblico. In realtà, già a ottobre dell’anno scorso la Giunta aveva deciso di istituire due centri, uno nel quartiere Pelucca e l’altro alla Rondinella. E, nel primo caso, aveva anche già ipotizzato di affidarne la gestione a un neonato sodalizio con alcuni residenti del rione, suscitando diverse polemiche da parte dell’opposizione contro quello che sembrava prefigurarsi come un affidamento diretto, senza procedura a evidenza pubblica, a un soggetto senza esperienza pregressa nel settore. Silenzio per un anno e oggi l’intenzione di aprire il Cam viene riproposta, ma con una call per i soggetti che vogliono animarlo. Il centro sarà realizzato nei locali di via Tevere 37 (74 metri quadri di spazio). L’obiettivo è offrire attività di diverso genere (sociale, culturale, sportiva). Le associazioni che si candidano a svolgere attività all’interno del Cam dovranno presentare, oltre alla proposta culturale, anche un piano di gestione economicamente sostenibile. Le assegnatarie, infatti, sottoscriveranno un contratto di collaborazione con l’amministrazione, facendosi carico delle utenze e delle spese condominiali determinate in base all’utilizzo degli spazi. Il canone di mercato in quota parte potrà essere invece reso attraverso i servizi al territorio valorizzati nel progetto di gestione.

A carico dei sodalizi anche la rimozione di tutti i propri materiali e attrezzature, la pulizia e ogni altro adempimento previsto dalla vigenti norme anti-Covid. Le attività proposte dovranno essere senza scopo di lucro: è possibile solo la richiesta di un contributo per coprire le spese vive. Per questa fase sperimentale di avvio del Cam, i progetti potranno avere la durata massima fino al termine del mandato dell’amministrazione, vale a dire al 30 giugno 2022. Le associazioni, infine, devono essere iscritte all’albo ed essere attive nel campo culturale, sociale e ricreativo. Per partecipare bisogna rispondere all’avviso pubblico entro il 21 settembre.