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28 ago 2017

Palasesto negato ai musulmani. La Chiesa bacchetta il sindaco

Il Decano don Leone Nuzzolese: Abbandonare i musulmani può solo creare un terreno pericoloso

rosario palazzolo
La preghiera islamica al PalaSesto di Sesto San Giovanni
La preghiera islamica al PalaSesto di Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni (Milano) 28 agosto 2017 -Soltanto la Chiesa Cattolica di Sesto San Giovanni si è schierata dalla parte dei musulmani, dopo il nuovo strappo consumato tra la nuova amministrazione comunale di centrodestra e la comunità islamica locale. Dopo il no alla grande moschea, pronunciato a luglio, nei giorni scorsi il sindaco Roberto Di Stefano ha rifiutato alla comunità islamica anche la preghiera al Palasesto per la celebrazione della Festa del Sacrifico, che quest’anno cade il primo settembre.  Sebbene il primo cittadino abbia motivato la scelta con vincoli regolamentari e con l’intenzione di non concedere favori al centro culturale islamico inadempiente nei confronti del Comune, sulla vicenda è subito esploso un caso: di convivenza e integrazione.

A scendere in campo, per la prima volta su una scelta di politica locale, è stato il parroco di San Giuseppe don Leone Nuzzolese, che è Decano della città. Con un intervento senza giri di parole ha espresso giudizi duri: "La linea dura scelta dalla giunta sta prendendo il sopravvento sulle scelte di governo adatte alla città – ha dichiarato il sacerdote ad un settimanale locale". Don Leone invita i politici a guardare a sesto come a una città variegata e non come a un piccolo paese. E poi l’affondo: "Abbandonare i musulmani può solo creare un terreno pericoloso, soprattutto nell’interazione con i giovani. E abbiamo proprio visto in questi giorni a Barcellona cosa può succedere". Don Leone si è fatto voce di quella grande parte del mondo cattolico che a Sesto ha sostenuto la giunta di centrodestra alle ultime elezioni. Tuttavia, a guardare i Social e ad ascoltare i commenti di tanti sestesi, la scelta del sindaco di vietare la preghiera al Palasesto è stata apprezzata. Pochi o nessuno i contrari. Tanti i plausi al nuovo primo cittadino. Solamente la lista civica dei Giovani Sestesi, ha seguito la scia di don Leone e si è schierata auspicando un cambio di strategia da parte dell’amministrazione comunale: "Il muro contro muro non porta a niente – ha detto Paolo Vino, segretario della Civica -. Vanifica solo anni di dialogo tra la comunità musulmana e la città".

Alla celebrazione del Sacrificio (festa religiosa che per importanza equivale al Natale Cristiano), mancano ormai solamente quattro giorni. La posizione dell’amministrazione comunale è chiara e unanime. Dall’opposizione solamente l’ex vicesindaco Andrea Rivolta, oggi consigliere comunale del Pd ha fatto sapere che "i motivi regolamentari citati dal sindaco sono pretestuosi, perché il preavviso di 60 giorni richiesto alla comunità islamica è citato solamente in un regolamento che riguarda la gestione futura dell’impianto e non quella attuale". Ma al di là dello scontro dialettico, non pare esserci spazio per un cambio di programma. E nemmeno le parrocchie sembrano in grado di offrire un’alternativa ai circa 4mila musulmani che erano attesi venerdì per la preghiera al Palasesto.

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