La nuova piazza Pompei
La nuova piazza Pompei

Sesto San Giovanni (Milano), 24 maggio 2019 - Dall'area di  Expo alla riconversione delle ex Falck per un milione e mezzo di metri quadrati di aree dismesse. Passato recente, presente e futuro dell’avvocato Giuseppe Bonomi, che una settimana fa è stato nominato direttore generale e amministratore delegato della società Milanosesto e che mercoledì sera ha partecipato al consiglio comunale aperto sulle ex acciaierie, richiesto dall’opposizione. «Ringrazio di questa opportunità. Per me si tratta di un debutto assoluto. Venerdì scorso abbiamo avuto la visita del ministro dell’Ambiente Sergio Costa e solo la mattina avevo ricevuto l’incarico». Un incarico che arriva in un momento di cambiamento profondo per Milanosesto.

Dopo mesi di trattative, Bizzi&Partners Development, Intesa Sanpaolo e il gruppo Prelios hanno firmato un accordo per la gestione della riconversione più grande d’Europa. Prelios ha acquisito per 50,6 milioni di euro il cento per cento del capitale sociale della newco Milanosesto Development, dove è stato conferito il ramo d’azienda dedicato alla gestione del progetto sestese. «L’acquisizione di Prelios è della parte di Milanosesto dove c’è tutto il management. Significa che il progetto riscuote consenso sul mercato e riesce ad attrarre nuovi e importanti investimenti», ha spiegato Bonomi. Ma nel futuro prossimo delle aree Falck non c’è solo Prelios. «Uno dei soggetti più rilevanti nel mondo, per portata di investimenti, come Hines ha mostrato il suo interesse. Si tratta di un soggetto che conosciamo, ad esempio a Porta Nuova a Milano. Il solo fatto che stia valutando il suo ingresso è un elemento altrettanto incoraggiante». Nessun terremoto in vista, insomma, sulle aree Falck, nonostante i passaggi di mano.

«C’è una profonda fiducia degli istituti finanziatori al successo del progetto. Il cambio degli organi societari ha come presupposto proprio la continuità nella visione del progetto». Parla di rigenerazione urbana l’avvocato Bonomi più che di semplice riqualificazione. «Arrivo da un’esperiemza simile con Arexpo, so bene cosa significhi l’attenzione al particolare e al presente. Anche per questi enormi programmi bisogna imprimere visioni di medio e lungo termine. Sono progetti che andranno necessariamente incontro ai mutamenti delle esigenze del mercato. La caratteristica che devono avere è la flessibilità. Dico sempre, con una battuta, che chi fa il mio mestiere deve essere un po’ strabico: deve avere un occhio al presente e un occhio molto rivolto al futuro». E, perché, in questo caso, Sesto non può che guardare oltre i suoi confini. «Questo è un progetto che porta valore alla città ma anche a tutto l’ambito metropolitano». Connessioni con il sito dell’esposizione universale del 2015. «Il progetto deve avere un’anima. Negli ultimi decenni si sono succedute devastanti politiche urbanistiche, basta pensare alle periferie parigine, perché risentivano della spasmodica attenzione ai volumi. Al centro della progettazione devono esserci spazi per creare condizioni di vita e di lavoro migliori».

Il cuore della trasformazione delle ex Falck, per ora, è la Città della Salute e della Ricerca, il maxipolo formato dall’Istituto dei Tumori e dal Neurologico Besta. «Da qui non si torna indietro. Solo per le bonifiche di questa area Milanosesto ha investito dal 2015 al 2018 95 milioni. Altri 70 milioni nell’ultimo biennio per l’area Concordia e il T5 e 25 milioni sono stati stanziati per il San Raffaele 2 e l’area ex Rfi. La società ha fatto la sua parte. Stiamo pensando anche di importare dal pubblico un protocollo d’intesa per la legalità, da sottoscrivere con la Prefettura».