Il sindaco Roberto Di Stefano
Il sindaco Roberto Di Stefano

Sesto San Giovanni (Milano), 11 maggio 2018 - Nell'ipotesi migliore, si dovranno accantonare 21 milioni in trent’anni. Nella peggiore, il tempo si ridurrà a tre anni. Il responso della Corte dei Conti, che l’altro giorno ha convocato il Comune dopo l’avvio dell’istruttoria sul bilancio 2015, è atteso nei prossimi giorni. Al centro della questione, c’è il fondo crediti di dubbia esigibilità, “sgonfiato” dalla precedente giunta che avrebbe dunque messo da parte risorse solo per 4 milioni.

Dopo le segnalazioni presentate dall’amministrazione di Roberto Di Stefano, la magistratura contabile dovrà ora esprimersi sulle eventuali difformità: se saranno riscontrate, come denunciate dall’attuale giunta, il Comune dovrà concordare un piano di rientro. «Su trent’anni significa un piano di dismissioni, alienazioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico - spiega il sindaco -. I magistrati ci hanno poi chiesto misure strutturali e non una tantum per la spending review. Stiamo ragionando anche sulla vendita delle quote delle Farmacie Comunali srl. Ovviamente ci auguriamo un’operazione dilatata nei tempi, autorizzata e supportata dalla Corte dei Conti. Perché, se si dovesse certificare il pre-dissesto, le manovre non sarebbero indolori e avremmo solo tre anni per attuarle».

In quel caso, tutte le aliquote comunali schizzerebbero al massimo, aumenterebbero le tariffe dei servizi a domanda individuale (ancora più di oggi) e alcuni potrebbero anche essere ridimensionati o, addirittura, chiusi. «In queste procedure, il grado di copertura di tutti i servizi deve passare almeno al 36 per cento. Oltre a tutto ciò, dovremmo anche tagliare il premio dei dipendenti - continua Di Stefano -. Abbiamo rinviato la commissione consiliare che era prevista per questa settimana, in attesa del responso della Corte dei Conti. Presto, però, andremo anche in aula con il bilancio e la decisione della magistratura contabile. Dovremo attuare scelte importanti per la città. Non vogliamo che ricadano né sui sestesi né sui dipendenti pubblici».

Così, il sindaco lancia un appello all’opposizione e, soprattutto, al Pd, che in queste settimane ha sempre rivendicato la correttezza dei bilanci passati. «Chiedo ai gruppi di minoranza di condividere con noi questo percorso, perché solo in questo modo potremo salvaguardare i servizi, le aliquote e le tariffe attuali a carico dei sestesi. Altrimenti il rischio reale è quello di mettere le mani nelle tasche dei cittadini e dei dipendenti dell’ente».

Sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti, non c’è solo il bilancio 2015, ma anche i due successivi, come effetto domino, la capacità e la rapidità di pagare fornitori e terzi da parte del municipio e l’intero impianto dei servizi a domanda individuale. «Sono emerse criticità anche su quello che davamo per scontato - conclude Di Stefano -. Ad esempio, i famosi 8 milioni di residui riaccertati con il passaggio al nuovo bilancio armonizzato, nel 2015, non sarebbero poi stati “coperti”».