Cologno Monzese (Milano), 6 marzo 2018 - L'ha picchiata così forte da procurarle contusioni ed ecchimosi su tutto il corpo. Poi l’ha spinta in terra, facendole sbattere la testa contro il muro. In fondo le storie di violenza tra le mura domestiche si assomigliano tutte un po’. Senza senso e senza un briciolo di umana comprensione. Come quella che che si è verificata domenica mattina in un palazzo alla periferia di Cologno Monzese, dove un uomo ha percosso la moglie fino a mandarla in ospedale.

La lite è esplosa a metà giornata per motivi che le forze dell’ordine hanno definito futili. L’uomo, un tunisino di 47 anni regolarmente residente in Italia, ha affrontato la moglie con un piglio autoritario e violento che a quanto pare era diventato la norma nella famiglia. L’intera lite si è consumata davanti agli occhi impotenti e terrorizzati della figlia di quindici anni. E a quanto pare nell’ultimo periodo era già accaduto più volte, anche se nessuno in famiglia se l’era mai sentita di denunciare i soprusi.

Quando però la donna, di 48 anni, è stata spinta in terra e ha picchiato la testa ferendosi in modo più grave, è scattato quell’istinto di autodifesa che l’ha indotta ad avvertire i carabinieri. In pochi minuti i militari sono saliti in casa e hanno immobilizzato il violento. L’uomo non si è arreso facilmente, al contrario ha ingaggiato una colluttazione con i carabinieri prima di essere messo in condizione di non nuocere, ammanettato e trasferito al carcere di Monza. La donna è stata trasportata in ospedale ed è stata sottoposta alle cure dei sanitari. Per lei i medici hanno emesso una prognosi di 7 giorni per i politraumi dovuti alle percosse e ai colpi subiti. Il tunisino rimane in carcere in attesa di essere processato per maltrattamenti in famiglia. Quest’ultimo episodio ha convinto la moglie ad aprirsi alle forze dell’ordine raccontando la sua storia fatta di continue violenze cominciate circa un anno fa, quando l’uomo sarebbe improvvisamente diventato più intollerante.