Alcune persone che passano la notte al Pronto soccorso
Alcune persone che passano la notte al Pronto soccorso

Cinisello Balsamo (Milano), 8 marzo 2018 - Dai Pronto soccorso sovraffollati e messi sotto pressione, ai clochard che hanno scambiato le corsie ospedaliere per hotel a ore, alberghi nei quali trascorrere le notti al caldo. Per non parlare del clima di alta tensione che si respira nei centri di prenotazione unica, dove capita quasi quotidianamente di dover attendere due ore per accedere ad uno sportello.

La consuetudine vorrebbe che gli ospedali fossero luoghi di serenità e moderazione. Invece, all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo e al Città di Sesto San Giovanni, la serenità e la sicurezza dei cittadini vengono sempre più spesso messe a dura prova da condizioni difficili. Il caso del Pronto soccorso del presidio di Cinisello, il più importante del Nord Milano, è emblematico: ogni notte viene invaso da senzatetto e persone con turbe psichiche, che se ne impadroniscono trasformando la sala d’attesa in una sorta di dormitorio. Si parla di una media di 3 o 4 presenze. Ma nei momenti più difficili salirebbero fino a 8 o 9 i clochard nascosti in diverse parti dell’edifico ospedaliero. Il personale sanitario può davvero poco, anche perché il flusso di pazienti è pressante nel corso delle 24 ore. E persino le forze dell’ordine si limitano ad allontanare queste persone quando la situazione si fa insostenibile.

Come è accaduto un paio di notti fa, quando un clochard che dormiva nel bagno, ha dato in escandescenze perché era stato svegliato dall’addetta alle pulizie. Il pronto soccorso è presidiato dagli agenti di polizia solamente nelle ore diurne. La notte è un porto di mare. Anche perché, come sottolineano dalla direzione dell’azienda ospedaliera, è difficile trovare l’equilibrio tra l’esigenza di massima accessibilità di un pronto soccorso e quella di chiudere le porte agli indesiderati. Negli ultimi giorni è stata potenziata la presenza di guardie che però non hanno funzioni di polizia giudiziaria. Diverso è il caso dei Centri di Prenotazione unica dei due ospedali del Nord Milano. La situazione è così esasperante che sempre più spesso gli utenti danno in escandescenze, mettendo a rischio la stessa incolumità del personale. Le procedure di prenotazione e pagamento dei ticket sono lunghe e complesse. La carenza di personale fa il resto. Il sindacato Fials pochi giorni fa ha denunciato la riduzione del personale dovuta alla mancata sostituzione dei dipendenti trasferiti ad altre tre unità operative. Il sindacato ha minacciato l’indizione di un’assemblea generale che bloccherebbe i servizi se da Regione e azienda non arrivassero risposte in merito alla richiesta di personale.