Bresso (Milano), 17 agosto 2018 - "Ho salutato mio papà, dovevano essere le sue ferie, nel suo amato paese in Calabria, invece si sono trasformate in un incubo, il mio papà il 13 agosto mi ha lasciata per sempre... Di chi è la colpa di questa epidemia da legionella? Di chi? Nessuno mi ridarà mio padre ma nel 2018 non si può morire cosi..non si può".

Sono le parole con cui Flavia ha sfogato sui social la sua rabbia e il suo dolore per la scomparsa del padre, 72enne bressese, ucciso dalla legionella mentre si trovava in vacanza in Calabria. Malattia mortale contratta a Bresso, pochi giorni prima che, ignaro dell’incubazione dell’infezione, partisse per le ferie. Parole dure, a corollario di una tragedia enorme che già conta 5 morti. Parole che chiedono una risposta certa sulle cause, perché giustizia sia fatta. Da settimane i tecnici di Ats sono al lavoro per cercare tutti i possibili punti di diffusione dell’infezione: sono stati posti in secondo piano, ma non sono mai stati scartati, gli impianti idrici cittadini. Sei degli oltre 580 campioni di acqua raccolti nelle abitazioni sono risultati positivi, ma non è sufficiente per spiegare un’epidemia che ha colpito almeno 53 persone, 54 se si conta anche il caso di Cinisello dell’ultima settimana.

Si continua a guardare con sospetto alle torri di raffreddamento degli impianti di condizionamento industriali. La cattiva manutenzione, un malfunzionamento, o solamente una anomalia di funzionamento causata da un’intemperia, potrebbero aver sprigionato una nube di goccioline microscopiche che si sono posate su una ampia fascia del territorio infettando le persone più deboli. Questa è la teoria sostenuta dai tecnici e supportata anche da casi analoghi accaduti in altre realtà. Parma ha subito una emergenza di proporzioni minori negli anni passati e la causa era stata ricercata proprio in quegli impianti.

Per questo motivo il sindaco Simone Cairo ha preteso un censimento degli impianti posizionati sui tetti degli edifici. Si parla di circa 20 edifici sui quali sarebbero presenti torri di raffreddamento. Sono stati censiti attraverso foto scattate da un aereo dell’Aeroclub di Bresso dallo stesso sindaco con l’aiuto della protezione civile di Milano. In particolare il Comune tiene d’occhio due siti industriali, attualmente chiusi per ferie. Si vorrebbe impedirne la rimessa in moto prima che siano eseguiti tutti i controlli.

Sul fronte dei pazienti, l’ultimo bressese considerato grave, attualmente ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Gerardo di Monza, ha registrato un netto miglioramento delle sue condizioni polmonari.