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30 lug 2014

"In Breda lavoravano con l'amianto". Altri sei ex operai avranno i benefici pensionistici

Dopo anni di lotte e proteste, anche gli ultimi ex operai amianto hanno ottenuto il certificato di esposizione amianto

di Patrizia Longo

Sesto San Giovanni, 31 luglio 2014 - Ci sono voluti anni di lotte, innumerevoli manifestazioni e proteste contro i dirigenti Breda e Inail, cause legali contro l’Inps. Ma finalmente anche gli ultimi ex esposti all’amianto, che reclamavano il riconoscimento dei loro diritti, ce l’hanno fatta: «Il contenzioso si è risolto favorevolmente per tutti, anche per quelli che avevano perso le cause contro l’Inps — rimarca Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa nella salute nei luoghi di lavoro e nel territorio —: gli ultimi sei lavoratori della Breda Fucine hanno ottenuto il certificato di esposizione amianto». A oggi sono centinaia gli ex lavoratori che tramite la lotta organizzata dal Comitato hanno ottenuto i «benefici pensionistici»:

«Meglio sarebbe chiamarli risarcimenti, visto che chi è stato esposto all’amianto muore prima», sottolinea Michelino. Non solo: centinaia sono anche ex lavoratori e familiari sottoposti a sorveglianza sanitaria e visite gratuite. «E poi decine sono i lavoratori e i loro familiari che hanno ottenuto il risarcimento previsto dal Fondo vittime amianto che il nostro Comitato, insieme con altre associazioni, è riuscito ad ottenere. Altre decine di ex lavoratori ammalati hanno avuto il riconoscimento di malattia professionale dopo continue manifestazioni, per far valere un diritto che dovrebbe essere riconosciuto pacificamente dalle leggi. La nostra lotta continua anche per i nostri ex compagni di lavoro uccisi dalle sostanze cancerogene in fabbrica e le loro famiglie».

Ai processi penali contro i dirigenti Breda, Pirelli e Ansaldo, il Comitato è stato ammesso come parte civile. «In questi anni abbiamo combattuto contro nemici potenti — sottolinea Michelino —: i padroni, le istituzioni, i partiti e i sindacati dicevano che eravamo “estremisti” che volevano far chiudere le fabbriche, “terroristi” perché spaventavamo la popolazione ingigantendo i pericoli. Oggi il clima è cambiato. La lotta continua per attuare la prevenzione primaria, le bonifiche e il risarcimento di tutti gli ex esposti alla fibra killer; ci battiamo contro la prescrizione per gli infortuni e i morti sul lavoro e le malattie professionali e per il miglioramento della legge sull’amianto».

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