Luca Scatà e Cristian Movio
Luca Scatà e Cristian Movio

Sesto San Giovanni, 23 dicembre 2016 - Gli agenti che hanno fermato e ucciso questa notte Anis Amri, l'attentatore tunisino del mercatino di Natale di Berlino, sono Cristian Movio e Luca Scatà. Al controllo documenti, nella notte a Sesto, l'uomo ha risposto estraendo una pistola e sparando, colpendo a una spalla Movio. A quel punto, ha spiegato il ministro Marco Minniti in una conferenza stampa al Viminale, il collega, Luca Scatà - agente in prova originario di Canicattini Bagni (Siracusa) nato nel 1987 - ha risposto al fuoco uccidento Amri. I due agenti stavano effettuando, ha spiegato ancora Minniti, "una normale attività di controllo del territorio" e lo hanno fermato perché si aggirava "con fare sospetto". Dopo aver fermato l'uomo, Movio gli ha chiesto i documenti e "senza esitazione" Amri ha estratto la pistola e sparato contro l'agente.

"Guardiamo all'equipaggio della volante come persone straordinarie, giovanissimi, che facendo il loro dovere hanno fatto un servizio straordinario alla comunità. Interpreto il sentimento del nostro paese nel dire che l'Italia è a loro grata", ha detto il ministro che ha sentito l'agente ferito a Sesto a cui "ho trasmesso la gratitudine mia personale, del ministero, del capo della polizia e gli auguri di pronta guarigione. Nei prossimi giorni andrò personalmente ad abbracciarlo. Grazie a persone come lui gli italiani potranno fare un Natale ancora più felice". Stamane al commissariato di Sesto S.Giovanni, in cui lavorano i due agenti che hanno avuto il conflitto a fuoco, l'attività è proseguita come sempre. Volanti entrano ed escono dall'edificio per i normali servizi, così come sono numerosi gli immigrati che si rivolgono agli uffici per le pratiche relativi all'immigrazione. Appare evidente tra gli agenti, la soddisfazione per il fatto che si sia posto termine alla fuga del sospettato numero uno e il sollievo per il fatto che solo uno dei colleghi sia rimasto ferito in modo non grave.

LA TELEFONATA A CASA: "NON PREOCCUPATEVI, STO BENE" - Scatà ha telefonato alla mamma questa mattina alle 8, per tranquillizzare tutti: "Non vi preoccupate, sto bene. C'e' stato un conflitto a fuoco. Il collega è ferito ma non è grave. Vi cerco io dopo. Prima devo parlare coi magistrati". Il padre dell'agente, Giuseppe Scatà, detto Pippo, raggiunto telefonicamente sul posto di lavoro ha detto: "Siamo orgogliosi di lui - ha detto Pippo Scatà, il capo del personale del comune di Canicattini Bagni -. E' un ragazzo che ha sempre voluto lavorare nel campo della sicurezza. Prima nell'esercito, ora in polizia. Che posso dire? Sono contento, ma lui per primo sa che ha fatto il suo dovere.". Quando lo rivedrete? "Speriamo presto. Doveva tornare in famiglia il 28. Eravamo d'accordo che passava Natale al lavoro e Capodanno in famiglia. Ora vediamo. Forse ci muoviamo noi".

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SIAP: "CAPACITA' E PREPARAZIONE DEI NOSTRI AGENTI" - "L'episodio testimonia nuovamente la capacità e la preparazione degli uomini e delle donne della Polizia di Stato - l Segretario generale del SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) Giuseppe Tiani - nonostante le difficili condizioni con cui convivono quotidianamente nell'affrontare il loro lavoro. L'attività di prevenzione consiste nell'evitare il verificarsi di eventi delittuosi ed oggi possiamo esser fieri di quanto successo a Milano - in Italia il sistema di prevenzione dimostra di funzionare, la sicurezza ed il sistema di controllo del territorio funziona e va comunque potenziato. Auspichiamo che il quotidiano impegno profuso per la sicurezza del Paese e di tutta la comunità- prosegue-, continui a trovare il giusto sostegno e riconoscimento rispetto agli investimenti da parte del Governo e di tutte le forze politiche che siedono in Parlamento, attraverso quei provvedimenti che riguardano il nostro lavoro e la nostra professionalità e che non possono essere rimandati. Al collega ferito tutto la vicinanza del SIAP e l'augurio di pronta guarigione".

"MIO COLLEGA ESEMPLARE" - "Il comportamento del mio collega di pattuglia è stato esemplare, ha reagito appena lui ha estratto la pistola dalla giacca e mi ha sparato. Io gli avevo appena chiesto di aprire lo zainetto". Lo ha detto Cristian Movio, l'agente rimasto ferito nel conflitto a fuoco con Anis Amnri, così come riferito dal vice presidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala che la ha incontrato in ospedale.