Il furgone utilizzato per tentare di sfondare la recinzione della caserma di Sesto
Il furgone utilizzato per tentare di sfondare la recinzione della caserma di Sesto

Sesto San Giovanni (Milano), 15 gennaio 2020 - Il gesto folle di una madre disperata per l’arresto del figlio cui sarebbe sicuramente seguita l’espulsione, oppure il tentativo bizzarro di farlo evadere? Sebbene il tentativo di evasione rimanga un’ipotesi romanzesca e per molti versi pazzesca, la vicenda che si è consumata ieri mattina alla caserma dei carabinieri di via Pirandello a Sesto San Giovanni ha dell’incredibile. In piena notte tre donne di origine bosniaca, a bordo di un vecchio furgone Iveco, si sono lanciate contro la recinzione metallica della sede della Compagnia dei carabinieri con l’obiettivo di abbatterla. Un paio d’ore prima, in quella caserma era stato condotto un parente 26enne delle tre donne, arrestato dai carabinieri in seguito a un controllo dal quale era risultato irregolarmente nel nostro Paese. Addirittura era stato espulso dalla questura di Torino nel novembre del 2019, ma era evidentemente rientrato in Italia in modo clandestino.

L’intera famiglia è parte di un gruppo di nomadi che da alcuni mesi bivaccano all’interno di camper e furgoni tra le periferie di Sesto San Giovanni e Cinisello. Si trovava in caserma in attesa di essere riavviato all’espulsione ed aveva chiesto ai familiari di portargli alcuni effetti personali. Alle 2 del mattino, in caserma erano arrivate la madre 52enne, la sorella e la moglie. Le tre donne si erano però fermate nel parcheggio di via Pirandello. Intorno alle 4, quando ancora la caserma era immersa nel buio e nella foschia, hanno lampeggiato con gli abbaglianti per qualche istante. Poi hanno messo in moto il furgone e si sono scagliate a tutta velocità contro la recinzione. Il pesante mezzo ha fatto un grosso buco tra le inferiate rinforzate, ma non è riuscito a penetrare. Non fosse stato per il sangue freddo dei carabinieri di guardia nella caserma, il loro gesto folle si sarebbe trasformato in una tragedia. Invece, i militari sono usciti in pochi istanti ed hanno circondato le donne, senza sparare nemmeno un colpo.

Cosa tutt’altro che scontata, dinanzi a quello che poteva essere considerato un vero e proprio attacco. Le tre donne sono state bloccate. La guidatrice, ossia la madre del clandestino, è stata fermata con l’accusa di danneggiamento di strutture militari. Le altre sono state identificate. Sebbene la teoria preminente è che la madre abbia perso la testa in seguito all’arresto del figlio ed abbia messo in atto un gesto folle solo a titolo dimostrativo, il rischio che ciò potesse trasformarsi in tragedia è stato molto alto. «Ringrazio i carabinieri per aver arrestato anche la madre del clandestino, che ha pensato bene di sfondare la cancellata della caserma a bordo di un furgone come ritorsione all’arresto del figlio – ha commentato il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano -. Questa è l’ennesima dimostrazione di come funziona il modello Sesto sulla sicurezza".