Proclamato uno sciopero negli stabilimenti di Sesto San Giovanni, Vittuone e Lodi
Proclamato uno sciopero negli stabilimenti di Sesto San Giovanni, Vittuone e Lodi

Sesto San Giovanni (Milano), 21 maggio 2016 - Ancora esuberi alla Abb. E che esuberi: 351 lavoratori, quasi la metà a Sesto San Giovanni, 150 a Vittuone e 28 a Lodi. La doccia gelata per i dipendenti della multinazionale svizzera e per i sindacati è arrivata ieri pomeriggio all’incontro in Assolombarda, dove i vertici aziendali hanno annunciato le proprie previsioni nella riorganizzazione delle sedi e del personale. Numeri che, nemmeno nelle peggiori delle ipotesi, erano stati finora paventati: «Ci aspettavamo solamente l’annuncio sulla terza e quarta fase del programma relativo alla White collar productivity – spiega Vittorio Sarti, segretario generale della Uilm di Milano –. Sui cosiddetti colletti bianchi, sono stati dichiarati altri 173 esuberi, per lo più nel quartier generale di Sesto. Totalmente inaspettati sono invece gli esuberi su Vittuone e Lodi».

Nel primo caso, si parla di ben 150 lavoratori: 95 operai e 55 impiegati. «Vogliono trasferire in altri stabilimenti buona parte della produzione motori – aggiunge Sarti – non in Italia ma in Finlandia, Svezia ed Estonia». I tagli programmati scatterebbero dall’anno prossimo. Cifre più contenute, ma con tempistiche da emergenza, a Lodi: «Qui si parla di 28 esuberi, tra impiegati ed operai – continua Sarti – da affrontare subito».

La risposta dei sindacati non si è fatta attendere: per lunedì è stato proclamato uno sciopero negli stabilimenti e negli uffici di Sesto San Giovanni, Vittuone e Lodi, ma la protesta, seppure con modalità differenti, sarà in tutte le sedi italiane del gruppo. La preoccupazione, infatti, è che non sia finita qui: «Non vorremmo che dietro questa operazione ci sia la delocalizzazione dall’Italia – spiega Sarti –. Questo piano è inaccettabile, lo abbiamo già detto all’azienda in Assolombarda e lo ribadiremo al Mise».

Per venerdì prossimo era già fissato un incontro al ministero dello Sviluppo economico, per chiedere alla multinazionale di mantenere i suoi impegni in Italia. Ora i sindacati chiamano a raccolta anche tutte le istituzioni locali: «È ora che anche la Regione, i comuni di Milano e di Lodi e tutti quelli della fascia metropolitana si diano da fare – sottolinea Sarti –. Questa è l’ennesima botta sul manifatturiero, soprattutto nel Milanese: ogni giorno perdiamo pezzi importanti, non è possibile assistere passivamente a questo smantellamento del patrimonio produttivo. A Sesto San Giovanni ormai c’è un triangolo maledetto: oltre ad Abb, l’ex Alstom power e pure Alstom transport, sono centinaia di posti di lavoro».