Un dettaglio della "Elena di Troia" di Achille Funi
Un dettaglio della "Elena di Troia" di Achille Funi

Sesto San Giovanni (Milano), 6 novembre 2018 - Sempre  acuta,  sempre sensibile Elena Pontiggia, fra le nostre storiche dell’arte più sapientemente prolifiche. Esploratrice dei tesori non tutti conosciutissimi del Museo della Permanente. Per estrarne le 33 opere scelte per dar vita a “Flussi d’arte”, piccola ma per nulla trascurabile mostra allestita allo Spazio Arte di Sesto San Giovanni. Una galleria che ripercorre i lavori spesso d’avanguardia dei pittori del primo ’900, periodo piacevolmente fecondo prima che l’altro Novecento, quello di classica autarchia stendesse sulla pittura italiana un velo di relativa uniformità.

Singolare la scelta dell’immagine guida della mostra: l’“Elena di Troia” dipinta da Achille Funi nel 1959. Una signora che non ispira tentazioni, ancor meno si presenta come fatale ispiratrice di una guerra sanguinosa. "L’opera, piuttosto - commenta Elena Pontiggia - rappresenta bene quell’intersecarsi di mito e quotidianità che Funi ha espresso tante volte nella sua pittura". Eclettica, invece, nel suo insieme la galleria. La “Bambina col cerchio” (1905) di Eugenio Pellini mostra la scapigliata abilità di far lievitare la forma senza mai portarla a dissolversi. Mentre “I minatori” (1907), meglio, la morte di un minatore, è un toccante esempio di pittura realista. E la “Maria Galliani Frisia” (1912) di Emilio Gola tenta di far concorrenza alle dame di Boldini. Insieme ai quadri, Spazio Arte espone anche una galleria fotografica: le immagini realizzate da Lorenzo Maccotta dell’agenzia Contrasto, tratte da “La linea d’acqua”.

Sesto San Giovanni, via Maestri del Lavoro 1. Sino al 21 novembre.