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25 mag 2022

Vaiolo delle scimmie, salgono a 7 i casi in Italia: trasmissione e sintomi

Cos’è, come si trasmette e quali sono i sintomi del virus che, assicurano gli esperti, non è pericoloso come il Covid-19

25 mag 2022
arnaldo liguori
Cronaca
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I casi confermati al 25 maggio 2022
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I casi confermati al 25 maggio 2022

In Europa sono saliti a quasi 200 i casi confermati di vaiolo delle scimmie, un virus endemico africano con sintomi moderati che si diffonde attraverso contatti stretti e che fino a questo momento non si era mai diffuso con questa velocità e dimensioni al di fuori dell’Africa. In Italia sono stati registrati 7 casi, di cui cinque a Roma, uno in Lombardia e uno in Toscana. Questo aumento è attentamente monitorato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che lunedì ha tenuto una riunione di emergenza.

Per il momento, gli esperti invitano a non allarmarsi, perché si tratta di un virus molto meno contagioso e pericoloso del Covid-19, conosciuto da tempo e per il quale esistono terapie e vaccini efficaci. Tuttavia, il direttore dell’Oms, Hans Kluge, ha dichiarato che “la malattia può essere più grave, specialmente nei bambini piccoli, nelle donne in gravidanza e negli individui immunocompromessi”.

La Germania, per precauzione, ha ordinato 40 mila dosi di vaccino pronte per essere somministrate a coloro che sono stati infettati dal vaiolo delle scimmie nel caso in cui il contagio nel Paese dovesse aggravarsi. Per il momento, il governo tedesco a stabilito un periodo di isolamento di almeno 21 giorni per le persone infette.

 

Cos’è

Il vaiolo delle scimmie, malattia virale causata dal monkeypox virus, è un ceppo “parente” del vaiolo umano ma molto diverso per contagiosità e gravità. Il primo caso è stato registrato nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo.

 

Come si trasmette

Le persone in genere contraggono il vaiolo delle scimmie entrando in stretto contatto con animali infetti. La trasmissione da umano a umano avviene per contatto fisico ravvicinato, da pelle a pelle, o attraverso lo scambio di fluidi corporei.

Secondo l’Oms, il virus può diffondersi anche toccando o condividendo oggetti infetti, come indumenti e lenzuola, o attraverso le goccioline respiratorie prodotte da starnuti o tosse (ma non attraverso le micro goccioline che sono responsabili di quasi tutti i contagi di Covid-19).

 

Quali sono i sintomi e cosa provoca

L’Oms ha spiegato che “i sintomi del vaiolo delle scimmie includono tipicamente febbre, intenso mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, bassa energia, linfonodi ingrossati e un'eruzione cutanea o lesioni. L'eruzione cutanea di solito inizia entro uno o tre giorni dall'inizio della febbre. I sintomi in genere durano da 2 a 4 settimane e scompaiono da soli senza trattamento”.

“I neonati, i bambini e le persone con deficienze immunitarie – si legge nelle note dell’Oms – sottostanti possono essere a rischio di sintomi più gravi e di morte per vaiolo delle scimmie. Le complicazioni dei casi gravi di vaiolo delle scimmie includono infezioni della pelle, polmonite, confusione e infezioni agli occhi che possono portare alla perdita della vista”.

La foto delle lesioni provocate dal vaiolo delle scimmie
Le lesioni provocate dal vaiolo delle scimmie

 

Quanti morti ci sono stati

Nessuna persona in Italia e Europa è deceduta. Nelle nazioni africane dove la malattia è endemica si sono registrati meno di 70 decessi negli ultimi sei mesi. Riguardo il tasso di mortalità, secondo l’Oms, “circa il 3-6 per cento dei casi segnalati ha portato alla morte in paesi endemici negli ultimi tempi, spesso in bambini o persone che potrebbero avere altre condizioni di salute. È importante notare che questa potrebbe essere una sovrastima perché la sorveglianza nei paesi endemici è limitata”.

 

Il vaccino contro il vaiolo delle scimmie

Sono disponibili diversi vaccini per la prevenzione del vaiolo che forniscono anche una certa protezione contro il vaiolo delle scimmie. Un nuovo vaccino sviluppato per il vaiolo (MVA-BN, noto anche come Imvamune, Imvanex o Jynneos) è stato approvato nel 2019 per l'uso nella prevenzione del vaiolo delle scimmie, anche se al momento non è ancora ampiamente disponibile. L'Oms sta lavorando con il produttore per migliorare l'accesso.

 

La differenza tra endemia, epidemia e pandemia

Illustrazione di Arnaldo Liguori
Illustrazione di Arnaldo Liguori

Una pandemia indica la situazione in cui una malattia contagiosa si diffonde rapidamente in tutto il mondo coinvolgendo la maggior parte della popolazione, poiché quest’ultima non è immunizzata. È ciò che abbiamo vissuto negli ultimi due anni con il Covid-19.

L’epidemia si verifica quando una malattia contagiosa si diffonde rapidamente in un’area geografica specifica, coinvolgendo un numero di persone molto più alto rispetto a quello atteso. Un esempio è l’epidemia di Ebola che si è sviluppata in Africa occidentale tra il 2014 e il 2016 causando 12 mila morti.

L’endemia si verifica quando una malattia contagiosa è una presenza costante, frequente e prevedibile in una determinata regione o popolazione. Un virus può scatenare un’epidemia e poi trasformarsi in una pandemia (come è successo al Covid-19), fino a diventare endemico.

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