La diagnosi precoce del melanoma
La diagnosi precoce del melanoma

Il melanoma è tumore della pelle e in Italia si colloca al terzo posto per incidenza sotto i 50 anni di età. Diverse le forme di melanoma: a diffusione superficiale, nodulare, acrale lentigginoso e di tipo lentigo maligna. Ignazio Stanganelli, responsabile Skin Cancer Unit dell'Istituto Romagnolo per lo studio dei Tumori 'Dino Amadori' e professore associato dell'Università di Parma, in un'intervista pubblicata sul sito di Alleati per la 
Salute (www.alleatiperlasalute.it) il nuovo portale dedicato all'informazione medico-scientifica realizzato da Novartis, sottolinea il ruolo della prevenzione primaria ''essenziale - afferma - già in età pediatrica. Sin dalla tenera età infatti, occorre adottare comportamenti adeguati durante l'esposizione solare perché altrimenti può contribuire allo sviluppo di un melanoma''. 

Ma come riconoscere un "neo anomalo"? Stanganelli indica in forma irregolare e colori disomogenei le caratteristiche morfologiche da considerare per individuare il ''nevo diverso'', una lesione pigmentata che spicca rispetto a tutte le altre, perché «il riconoscimento del cosiddetto ''brutto anatroccolo'' è fondamentale» dice.  Esistono inoltre variabili analitiche che servono ad effettuare una valutazione più precisa, ovvero specifiche caratteristiche che corrispondono alle prime cinque lettere dell'alfabeto ABCDE e che servono a valutare un nevo sospetto: asimmetria, bordi irregolari, colore disomogeneo o nero, dimensioni superiore ai 6 mm, evoluzione (modifica delle dimensioni e dell'aspetto anche rapida).

''Questi criteri- spiega Stanganelli - rappresentano importanti strumenti anche per effettuare un auto-esame ed eventualmente a richiedere il parere del proprio medico, che potrebbe indirizzare verso una visita specialistica da un dermatologo''. Il quale analizza la pelle a occhio nudo e, tramite il supporto del dermatoscopio, uno strumento munito di una luce e di una lente che permette di ingrandire la lesione di 10 volte, aumentando considerevolmente il numero di diagnosi corrette.  "Grazie alla tecnica della dermoscopia - sottolinea Stanganelli - riusciamo a diminuire il numero di asportazioni inutili, migliorando la diagnosi precoce", fondamentale per intervenire in maniera tempestiva in caso di melanoma. Nel caso di difficoltà a raggiungere una sicura diagnosi differenziale fra melanoma e nevo atipico, la prassi è di procedere comunque all'asportazione e a un successivo esame istologico. In presenza di molti nevi atipici piatti si può ricorrere alla videodermatoscopia digitale (cosiddetta mappatura computerizzata) sino alla microscopia confocale. Queste metodiche vengono decise dallo specialista ed eseguite da dermatologi esperti. 

''Il ruolo della prevenzione primaria è essenziale sin dalla tenera età '' scandisce Stanganelli che, con l'arrivo della bella stagione, raccomanda di esporsi al sole in maniera moderata fin dall'infanzia, evitando le ustioni solari, l'esposizione al sole durante le ore più calde della giornata e il ricorso ai lettini abbronzanti. Viene inoltre consigliato l'uso di maglietta, cappellino, occhiali da sole e soprattutto l'utilizzo regolare di crema solare ad alto Spf.  Per quanto riguarda la diagnosi precoce, può essere facilitata considerando in particolare le categorie più a rischio: persone con carnagione chiara e che si scotta facilmente; con storia personale di pregresso melanoma; che hanno familiarità con questo tumore. ''Tutta la popolazione, ma in particolare queste persone - conclude Stanganelli - devono prestare attenzione alla salute della propria pelle e ad eventuali campanelli d'allarme, sottoponendosi in maniera regolare a visite specialistiche e controlli dermatologici''. In generale, viene consigliata una visita ogni 2 anni, ma in caso di soggetti a rischio la frequenza deve essere incrementata e può essere prescritto un controllo anche ogni 2-3 mesi.