Una classe di studenti rimotivati con il gaming
Una classe di studenti rimotivati con il gaming

Gli studenti nel periodo post pandemia sono sempre meno motivati: agli occhi degli insegnanti si registra un crollo dell’87%. La soluzione? Si chiama “gameducation”: come indicato da diverse ricerche internazionali, i programmi e i sistemi didattici collegati al gioco accrescono la passione e il coinvolgimento dei corsisti.  Persino Mark Zuckerberg ha da poco immortalato sui social la figlia che impara coding, giocando con una piattaforma ad hoc. La diffusione del trend, dotato di innumerevoli benefici, viene certificata dalla crescita del mercato globale dei prodotti e dei servizi ludici per l’apprendimento. 

Gli effetti della pandemia sono innumerevoli così come i target influenzati: uno di questi è costituito dagli studenti che, stando ai recenti dati dell’americano EdWeek Research Center, agli occhi dei loro insegnanti registrano un calo di motivazione pari all’87% e, allo stesso tempo, un crollo morale dell’82%. Trovare una soluzione e aumentare il tasso di coinvolgimento degli allievi diventa fondamentale perché, come evidenziato da uno studio riportato da Learning Sciences, che ha coinvolto 128 scuole e 110mila studenti, il maggior coinvolgimento comporta anche un progresso dei risultati accademici.

In questo senso la strada percorribile da parte dei docenti ha un nome ben preciso: “gameducation”. Secondo diverse ricerche internazionali, infatti, i metodi d’apprendimento basati sul gioco risultano estremamente efficaci e la loro storia parte da molto lontano: si passa, infatti, dai primi Kriegsspiel, ovvero giochi usati come simulazioni di guerra nel XVIII secolo, ai giochi da tavolo del primo Novecento come Monopoly fino alle più contemporanee Escape Room e, per ultimi i videogiochi. 

Un esempio arriva dal Canada. Un professore universitario, grazie al supporto del Centro di Servizi per Informatica e Pedagogia dell’Università di Laval ha progettato un sistema per coinvolgere i propri corsisti basato su un format di risultati e trofei in pieno stile “gaming”. L’idea di superare un livello o acquisire trofei viene applicata all’ambito didattico: se uno studente dimostra un determinato livello di impegno nello svolgimento della propria mansione universitaria, allora viene premiato con un trofeo, ovvero una breve nota dell’insegnante che si congratula con il proprio allievo. Il risultato finale? Un insieme di studenti appassionati dalla metodologia a tal punto da chiedere al singolo professore informazioni aggiuntive sui trofei in palio.

Massimo De DonnoA testimoniare l’importanza della gameducation è Massimo De Donno (nella foto) fondatore di GenioNet e ideatore di Genio in 21 Giorni, il corso di formazione sul metodo di studio personalizzato, distribuito in oltre 50 sedi tra Italia, Spagna, Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti: “La sfida, la misurazione, il feedback immediato, le classifiche e i premi sono solo alcuni degli aspetti che abbiamo trasferito dai videogiochi ai programmi di studio a disposizione dei nostri allievi sull’app di Genio in 21 giorni – spiega Massimo De Donno – La Gamification è un ingrediente fondamentale nella ricerca dei nostri nuovi percorsi di istruzione e apprendimento“. 

Immaginate precisa poi, di aprire un’applicazione per imparare la matematica o la fisica, materie classicamente ritenute tra le più difficili, e di trovare quesiti, problemi ed esercizi proposti in base al livello di competenze mostrate dallo studente. Un sistema a livelli, capace di calibrare sempre la difficoltà dell’esercizio con l’abilità dello studente e dove si va avanti solo se le competenze sono acquisite in modo completo e definitivo. Ed è una cosa davvero importante perché ricordiamoci che c’è chi dopo una caduta rovinosa perde la voglia di rialzarsi ed è Game Over.

La tecnologia ci sta permettendo di progettare giochi grazie ai quali imparare nel rispetto della propria velocità di apprendimento, programmati per tenere sempre alta la motivazione intrinseca (senso di autoefficacia) ed estrinseca (badge, trofei, riconoscimenti pubblici, graduatorie, classifiche, premi). In un futuro non più così lontano, tutto questo unito alla creazione di un metodo di studio personalizzato ci permetterà di riprogettare le classi e la scuola e di trasformare il ruolo degli insegnanti in veri facilitatori dell’apprendimento”.

Ecco, quindi, i 10 benefici della gameducation in ambito educativo e didattico secondo gli esperti:

  • 1. Aiuta ad assimilare competenze in lassi di tempo relativamente brevi.
  • 2. Coinvolge ed appassiona maggiormente gli studenti.
  • 3. Migliora la memoria.
  • 4. Sconfigge lo stress.
  • 5. Evolve le problem solving skills. 
  • 6. Aumenta la creatività. 
  • 7. Influenza positivamente l’attività dell’intelletto.
  • 8. Aiuta a socializzare e, di conseguenza, anche a lavorare in team. 9. Migliora la capacità di individuare nuovi stimoli e, soprattutto, il focus sugli obiettivi relativi alla crescita personale e professionale.
  • 10. Aumenta la flessibilità e migliora la capacità di passare da un’attività all’altra in poco tempo..