Stare alla larga dai pini con la Processionaria
Stare alla larga dai pini con la Processionaria
di Gloria Ciabattoni Anche quest’anno, come sempre alla fine dell’inverno, chi frequenta aree verdi è a rischio processionarie, insetti della famiglia dei lepidotteri con proprietà urticanti, pericolose per animali e umani. Possono causare gravi reazioni allergiche, sia che si venga a contatto con l’insetto che con i suoi peli che "volano" nell’aria anche a molta distanza. In Italia la specie più diffusa è quella che fa il nido sul pino (Thaumetopoea pityocampa), e quando siamo con Fido in una zona dove ci sono dei pini, è bene osservarne i rami: se vi sono grossi "batuffoli" tipo bambagia, sono i...

di Gloria Ciabattoni

Anche quest’anno, come sempre alla fine dell’inverno, chi frequenta aree verdi è a rischio processionarie, insetti della famiglia dei lepidotteri con proprietà urticanti, pericolose per animali e umani. Possono causare gravi reazioni allergiche, sia che si venga a contatto con l’insetto che con i suoi peli che "volano" nell’aria anche a molta distanza. In Italia la specie più diffusa è quella che fa il nido sul pino (Thaumetopoea pityocampa), e quando siamo con Fido in una zona dove ci sono dei pini, è bene osservarne i rami: se vi sono grossi "batuffoli" tipo bambagia, sono i nidi delle processionarie. All’inizio della primavera le larve lasciano quei nidi, strisciano lungo il tronco, arrivano al suolo (con la processione che dà loro il nome) e si interrano. Usciranno in estate trasformandosi da crisalide in farfalle: sono innocue e vivono un paio di giorni, giusto il tempo di deporre le uova su un pino. All’inizio dell’autunno nascono le larve, che si costruiscono i nidi per svernare, e a primavera ricomincerà quel ciclo che le porterà a scendere dagli alberi. In questo stadio le processionarie sono pericolose, ricoperte da peli come mini-arpioni che per difesa possono lanciare in aria e che, spaccandosi, liberano una sostanza fortemente urticante, che nell’uomo può causare dermatiti, allergie, infiammazioni, e nel cane può portare alla morte. Come ci accorgiamo che Fido è entrato in contatto con una processionaria o i suoi peli? Avrà la bava alla bocca per la salivazione eccessiva, e vomito, debolezza, febbre. Importante è la lingua, se è venuta a contatto con la larva si ingrossa e diventa scura e una parte potrà poi andare persa. Se il bruco viene deglutito il problema è molto grave, infatti i tessuti del cane a contatto con i peli della processionaria vengono distrutti, e si innescano pericolosi processi di necrosi. Un primissimo intervento consiste nel lavare con acqua e bicarbonato la cavità orale (con una siringa priva di ago), e naso e occhi. Poi di corsa dal veterinario che somministrerà antidolorifici, antinfiammatori e antibiotici. Poiché prevenire è meglio di curare, cosa si può fare? Nelle aree pubbliche spetta agli enti locali rimuoverle, mentre i privati devono provvedere alle zone di loro competenza. È bene rivolgersi a ditte specializzate, perché il nido va bruciato per evitare la fuoriuscita degli insetti. Altri rimedi? Quando le larve stanno per scendere dagli alberi, si possono avvolgere rami e fusto con materiale plastico, spalmandoci un’apposita colla sulla quale si "attaccheranno". Ci sono poi trappole di vario genere (anche fai da te) da mettere sul tronco dell’albero, per bloccare il bruco in discesa e convogliarlo in un contenitore chiuso. D’estate, quando la larva sarà farfalla, ci sono trappole con i feromoni, da piazzare sull’albero: imitano il feromone femminile, attraggono i maschi che vengono catturati ed eliminati. Quale che sia la soluzione preferita, se si è a "rischio processionarie" e si vuole bene a Fido, non si deve sottovalutare il problema.