di Antonio Alfano Attenzione a non trascurare i problemi dell’udito. Alle comuni difficoltà per chi non sente bene, soprattutto negli anziani, può aggiungersi anche perdita di memoria e conseguenti seri problemi psicologici. I disturbi dell’udito, come confermano gli specialisti, possono presentare una gradazione differente. Si parla di sordità quando si verifica la perdita totale delle capacità uditive. Quando tale calo è parziale, viene invece identificato come compromissione dell’udito, a seconda dei casi, leggero, moderato, severo o profondo. Se il disturbo interessa un solo orecchio si definisce unilaterale. Particolare attenzione deve essere poi rivolta alle perdite dell’udito che si verificano in maniera improvvisa. L’ipoacusia, come viene definito il deficit della funzione uditiva,...

di Antonio Alfano

Attenzione a non trascurare i problemi dell’udito. Alle comuni difficoltà per chi non sente bene, soprattutto negli anziani, può aggiungersi anche perdita di memoria e conseguenti seri problemi psicologici. I disturbi dell’udito, come confermano gli specialisti, possono presentare una gradazione differente. Si parla di sordità quando si verifica la perdita totale delle capacità uditive. Quando tale calo è parziale, viene invece identificato come compromissione dell’udito, a seconda dei casi, leggero, moderato, severo o profondo. Se il disturbo interessa un solo orecchio si definisce unilaterale. Particolare attenzione deve essere poi rivolta alle perdite dell’udito che si verificano in maniera improvvisa.

L’ipoacusia, come viene definito il deficit della funzione uditiva, comprende due grandi categorie, differenti tra loro per cause e disturbi, l’ipoacusia di trasmissione e quella detta neurosensoriale. L’ipoacusia di trasmissione è dovuta a malformazioni, traumi ma soprattutto a processi infiammatori, che finiscono per interessare l’apparato di trasmissione dei suoni nell’orecchio esterno e medio. L’ipoacusia neurosensoriale, è spesso dovuta all’esposizione ai rumori e all’invecchiamento e può interessare l’orecchio interno o il nervo acustico. Le conseguenze di questi disturbi portano ad una riduzione della percezione di alcune frequenze che, fanno apparire distorti i suoni che arrivano all’orecchio.

L’esatta diagnosi è affidata ad un accurato esame specialistico di tipo clinico e audiometrico. A seconda dei casi possono essere utilizzati test audiologici, come l’audiometria tonale e vocale, l’indice di riconoscimento vocale, la timpanometria, il riflesso acustico che con un accurato esame clinico specialistico forniscono precise indicazioni sulle cause e il grado di un eventuale danno uditivo. Sono utilizzati, in base ai disturbi del paziente, tre tipi di esami audiometrici: audiometria tonale, vocale e ad alte frequenze. In particolare, l’audiometria tonale, che rappresenta il più comune test dell’udito, permette di identificare il grado dell’ipoacusia ed identificare le cause. La procedura di esecuzione segue dei percorsi che possono essere considerati standard. Al paziente viene fatto ascoltare un suono, di varia frequenza ed intensità, ad intervalli irregolari. Contemporaneamente la risposta viene tradotta su carta, con un tracciato noto come audiogramma che, riferito a specifici parametri di riferimento, consente di registrare la soglia uditiva della persona, attraverso la conduzione per via aerea ed ossea.

In molti casi di ipoacusia è necessario l’utilizzo di protesi acustiche o nel caso di una perdita uditiva grave o profonda, l’inserimento di un impianto cocleare. Un apparecchio acustico è un dispositivo elettronico che permette di rendere il suono più forte, indicato nel caso si senta poco, ma non si sia completamente sordo che può aiutare a comunicare meglio. Di solito è costituito da un microfono incorporato che capta i suoni, un amplificatore a batterie e da un piccolo microfono che si adatta al condotto uditivo. Esistono vari tipi di apparecchi acustici, alcuni amplificano tutti i suoni, altri si basano su di un processore informatico che amplifica alcune tonalità del suono più di altre. Queste apparecchiature sono di varie misure, grandi quando sono disposti sopra e intorno all’orecchio, medi se si inseriscono nell’orecchio, molto piccoli che vengono posizionati all’interno del condotto uditivo, a seconda delle indicazioni specialistiche.

La perdita dell’udito, in particolari casi, può verificarsi quando le onde sonore non riescono ad attraversare la parte centrale dell’orecchio fino alla coclea, il minuscolo organo all’interno dell’ orecchio, che trasforma le onde sonore che arrivano in segnali nervosi da inviare al cervello. In queste situazioni si dimostra utile un così detto impianto cocleare. Un accorgimento che converte le onde sonore in segnali elettrici e li invia direttamente alla coclea mediante minuscoli cavi, impiantati chirurgicamente.