Mascherine
Mascherine

Videocall, videochiamate, mascherina che lascia scoperta solo la parte alta del volto. Con la pandemia l'attenzione agli occhi aumenta e crescono anche le richieste di blefaroplastica, per ringiovanire lo sguardo, ma anche altri tipi di 'correzioni' estetiche su quest'area del viso. "Sono gli interventi sicuramente più richiesti in questo periodo in cui, in generale, registriamo un aumento dei ritocchi chirurgici", spiega all'Adnkronos Salute Maurizio Valeriani, chirurgo plastico già primario al San Filippo Neri e al Santo Spirito di Roma, oggi consulente della Asl Roma 1. 

I motivi

"Ci sono più richieste - sottolinea - essenzialmente per due motivi. Innanzitutto perché le persone stanno più in casa e si guardano di più avendo più tempo disponibile. E il tempo permette anche di organizzare la cura della propria persona. In secondo luogo riscontro un fattore psicologico, per esorcizzare quello che è l'aspettto negativo del confinamento che si sta vivendo. Un modo per guardare oltre la pandemia, preparandosi ad una ripresa nella miglior forma possibile".

Non solo occhi

L'attenzione al viso, prosegue Valeriani, "nasce anche dal fatto che siamo molto più esposti al video che mette in primo piano il volto e rappresenta uno stimolo a migliorare questa parte del corpo. Come ho già detto, ci si concentra sugli occhi. Ma non mancano le richieste per bocca e naso, ciò che è 'sotto la mascherina', ma in primo piano sullo schermo'". 

Sopraccilia e "zampe di gallina"

Per quanto riguarda la correzione degli occhi, per 'aprire lo sguardo', "si può fare sia chirurgica che medica - precisa lo specialista - In quest'ultimo caso si usa soprattutto la tossina botulinica che permette di alzare il sopracciglio nella parte laterale, la 'coda', per distendere la pelle e rendere lo sguardo più giovane.

Anche le cosiddette 'zampette di gallina' si distendono bene con la tossina botulinica per circa 6 mesi. Con la chirurgia ovviamente i risultati sono maggiori e duraturi ma sono più invasivi e necessitano di convalescenza". Il fatto di uscire meno di casa, però, "facilita la scelta della chirurgia, sfruttando la possibilità di poter lavorare rimanendo a casa per la convalescenza", conclude Valeriani.