Una manifestazione dei lavoratori
Una manifestazione dei lavoratori

Rozzano (Milano), 15 febbraio 2020 - Operazione «Auchan-Conad»: Margherita Distribuzione, controllata di BDC Italia apre alla cassa integrazione e offre un anno di stipendi a chi lascia volontariamente: questa la proposta arrivata al tavolo istituzionale, l’altra sera i a Roma. Una proposta rivolta agli 8.873 lavoratori dei punti vendita ex Auchan compresi quelli di Lacchiarella, Cesano Boscone, Motta Visconti ma non riguarda i “colletti bianchi” della sede dell’azienda che per ora resta a Rozzano, (Strada 8 Palazzo Nord di Milanofiori) dove i lavoratori vedono il futuro sempre più nero. Loro infatti hanno ricevuto due settimana fa le lettere di licenziamento e la comunicazione che la sede chiuderà il 31 dicembre di quest’anno. I licenziamenti riguardano 817 lavoratori dei quali 456 sono nella sede rozzanese. I sindacati comunque si dicono cautamente positivi, anche se restano diffidenti. 

«Il tavolo a fatica sta imboccando la strada giusta. Oggi abbiamo svolto una verifica più di merito in ordine ad alcuni strumenti che sono necessari per dare a questa vertenza un piano di gestione degli esuberi degno di questo nome - ha spiegato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice -. L’azienda ha fatto una prima e parziale proposta rispetto all’incentivazione all’esodo, dichiarandosi disponibile a riconoscere un anno di retribuzione di fatto per ciascun lavoratore che volesse abbandonare il posto di lavoro. Per noi è ancora poco. Auchan non è stata acquisita da un fondo di investimento, ma da un’azienda concorrente (Conad ndr) che fa lo stesso lavoro, quindi che teoricamente potrebbe offrire delle occasioni di ricollocazione per lavoratori che hanno fatto sempre lo stesso lavoro».

«Abbiamo ripreso il confronto dopo due scioperi. Ci rimettiamo al tavolo. L’impresa ha dato qualche segno di dialogo ma ancora non ci sono i contenuti per dire che si è riaperta la trattativa vera e propria» ha commentato il segretario nazionale della Filcams Cgil , Alessio Di Labio - L’azienda ha aperto, com’è noto, una cassa integrazione che potrebbe riguardare una platea di 8.800 lavoratori. Abbiamo chiesto innanzitutto chiarimenti perché la procedura così come è stata formalizzata manca di molte informazioni, in più il nostro problema, oltre a discutere di ammortizzatori sociali, è capire che tempi abbiamo per questa vertenza e tra quanto quegli esuberi non avranno più un posto di lavoro» Ora i lavoratori attendono con apprensione il prossimo tavolo fissato per sabato 22 febbraio a Bologna.