La Nazionale italiana in posa d’ordinanza

Rho (Milano), 25 maggio 2018 - «Quando ero giovane ho giocato nella squadra di calcio del Giussano, adesso gioco in oratorio con i ragazzi, anzi con i loro papà: è una tradizione degli oratori milanesi il gioco del calcio, fa parte della proposta educativa». Don Enrico Nespoli, venticinque anni di sacerdozio, è il parroco della parrocchia Santa Marcellina e San Giuseppe alla Certosa di Milano e capitano della Selecao Sacerdoti che partecipa alla European Football Championship Priest. Un’inedita «Champions League» che ieri ha portato sul campo dell’oratorio San Carlo di Rho le delegazioni di Ucraina, Croazia, Spagna e Italia. Il Portogallo, invece, ha dato forfait qualche ora prima del fischio d’inizio.

Dall’altare al campo, dall’abito talare alla maglia azzurra per affrontare gli avversari stranieri all’insegna di un sano agonismo, con qualche «fallo da scomunica», gli imprevisti del mestiere, «scusate il ritardo ma dovevo celebrare un funerale», assenze giustificate come quella di don Andrea Paganini impegnato a scuola per l’insegnamento di religione e inevitabili battute del pubblico, «un po’ di acqua santa e passa tutto», commenta un tifoso quando un sacerdote finisce a terra dolorante. O ancora «quel prete gioca proprio da Dio». La prima partita della giornata è stato una classico del calcio: Italia-Spagna, finita 0-2 e con una sonora ramanzina dell’allenatore Moreno Buccianti: «Abbiamo regalato una partita». È lui che ha avuto questa idea dopo la richiesta di don Enzo, «Ho due, tre preti che vorrebbero giocare. Perché non organizzi una squadra?». E così dopo quarant’anni di calcio giocato e con due patentiti da allenatore in tasca ha messo insieme 25 preti da tutta Italia e un vescovo, monsignor Vincenzo di Mauro Presidente onorario, e da 16 anni organizza partite per sostenere progetti benefici.

Ieri la prima fase con due gironi all’italiana, partite da 20 minuti a tempo. Un obiettivo: la finale, che si giocherà a San Siro oggi. Nella Selecao Sacerdoti nel ruolo di difensore centrale don Alberto Galimberti, della parrocchia San Giovanni di Rho: «Ho un trascorso calcistico nell’Osal Novate poi sono entrato in seminario e mi sono dedicato ad altro, ma gioco sempre con i ragazzi in oratorio, sono convinto che qualsiasi sport vissuto nella giusta misura ha molto da insegnare, dal rapporto con gli altri al rispetto delle regole e dell’avversario».