I lavoratori della Sirti in agitazione con i sindacati
I lavoratori della Sirti in agitazione con i sindacati

Rho (Milano), 2 marzo 2019 - Fumata nera al termine del primo incontro nell’ambito della trattativa sindacale sugli 833 licenziamenti annunciati da Sirti, azienda leader nel settore delle installazioni telefoniche, con sede anche a Rho, nella frazione di Mazzo. Giovedì pomeriggio nella sede milanese di Assolombarda il confronto tra organizzazioni sindacali e azienda si è concluso con un nulla di fatto. Dopo una prima apertura da parte di Sirti a valutare strumenti alternativi ai licenziamenti, l’azienda ha respinto le richieste fatte dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsu per una sospensione dei tempi della procedura.

«Trattare con il cronometro è una condizione inaccettabile», fanno sapere insieme Marco Giglio, Pietro Locatelli e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim, Fiom, Uilm Sirti nazionali. In risposta al rifiuto di Sirti di congelare la procedura di licenziamento collettivo è stata di conseguenza proclamata la «settimana della lotta» con manifestazioni e presìdi a livello interregionale, otto ore di sciopero, dall’11 al 15 marzo. La prossima settimana, invece, sono previste assemblee informative in tutti i siti in Italia da Nord a Sud. La posizione del sindacato è più che mai chiara: «All’azienda chiediamo di concordare l’obiettivo esuberi zero, per il tramite di ammortizzatori sociali di accompagnamento al pensionamento, l’uso di ammortizzatori conservativi del posto di lavoro, la riduzione dell’utilizzo dei sub-appalti e la riconversione professionale - dichiarano i rappresentanti sindacali -, al governo chiediamo di convocare tutte le parti, a vario titolo coinvolte nel settore, per costituire un tavolo nazionale di settore permanente che, a partire dalla drammatica vertenza Sirti, possa dare risposte immediate e di prospettiva per la salvaguardia dei posti di lavoro e determinare politiche industriali di tendenza per un settore così strategico per il paese».