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Vanzago, i pendolari della Rho-Gallarate insistono: "Potenziamento o è la fine"

I comitati lanciano l'appello: il rischio è il fallimento del trasporto pubblico lombardo

di ROBERTA RAMPINI
Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2018 alle 07:31
I pendolari denunciano diversi disagi

Vanzago (Milano), 12 settembre 2018 - "Chiediamo alla nuova giunta e al consiglio Regionale, a Rfi, al Ministro dei Trasporti e agli onorevoli del territorio di farsi carico e prendere in mano in maniera decisa l’annosa questione del potenziamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate. Il rischio, sempre più palesato e imminente, è l’inesorabile fallimento del trasporto pubblico lombardo". La richiesta porta la firma di Raffaele Specchia e Lisa Tamaro, rispettivamente portavoce del Comitato Pendolari Gallarate-Milano e del Comitato Pendolari Arona Domodossola Milano e arriva all’indomani della richiesta di archiviazione del progetto fatta dal Comitato cittadino Rho-Parabiago. Un botta e risposta legittimo che contrappone cittadini dei Comuni interessati al progetto di potenziamento, in particolare alla realizzazione del quarto binario, e pendolari costretti a viaggiare tutti i giorni su linee vecchie e treni insufficienti.

"Comprendiamo le preoccupazioni del territorio per un’opera che avrà impatto in termini ambientali, acustici e sociali e sul quale Consiglio Superiore dei lavori pubblici e il Consiglio di Stato hanno espresso parere negativo - scrivono i due portavoce dei pendolari - ma vorremmo fare con voi una approfondita analisi della situazione del quadrante ovest, dove viaggia quasi 1/3 dei pendolari lombardi". Nella lettera i pendolari snocciolano i problemi che vivono, dai treni con poche carrozze perche le stazioni non sono in grado di accogliere composizioni più lunghe di 200 metri alle carrozze sovraffollate con pendolari in piedi, stipati e arrabbiati. Ritardi cronici e guasti alla linee. Dall’aumento di pendolari negli ultimi trent’anni ad una linea ferroviaria, quella tra Rho e Gallarate, che è rimasta sempre la stessa dal 1952.

"Non possiamo più attendere se vogliamo pensare a una mobilità sostenibile - spiegano i Comitati pendolari - è anacronistico pensare di dover prendere l’auto per raggiungere Milano, quando lo stesso capoluogo sta puntando in maniera decisa alla riduzione del traffico privato anche grazie alla nuova Mm4. Noi riteniamo che Regione e Rfi debbano ascoltare il territorio e rivedere benefici/costi/mitigazioni e impatto ambientale per il potenziamento ferroviario o eventualmente l’interramento della tratta". La lettera dei Comitati pendolari è stata inviata al Ministro dei Trasporti, Danilo Doninelli, agli onorevoli eletti nel territorio, all’assessore regionale ai trasporti, Maria Claudia Terzi, al presidente Attilio Fontana, Trenord, Rfi e una ventina di sindaci.

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