Il presidio dei dipendenti
Il presidio dei dipendenti

Settimo Milanese (Milano), 18 aprile 2018 - "Italtel ha fatto la storia delle telecomunicazioni in Italia, non possiamo accettare in silenzio quello che è successo in queste settimane: colloqui vessatori senza rispetto della privacy e un reparto di confino. Sono comportamenti lesivi della dignità e della professionalità dei lavoratori". Lo sciopero inizia alle 8 all’Italtel di Settimo Milanese. "Quella di oggi è solo la prima iniziativa di protesta", annuncia Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano. Erano tanti anni che nell’ex cittadella delle telecomunicazioni di Castelletto non si vedevano le bandiere del sindacato sventolare ai cancelli e centinaia di dipendenti incrociare le braccia per tre ore. "Siamo qui per protestare contro il cambiamento di clima che si sta determinando da quando il nuovo padrone Exprivia ha acquistato Italtel per due soldi, pensando di poter fare pressione su lavoratori qualificati e depauperando il patrimonio industriale del gruppo", spiega Turi. Tra i colletti bianchi, gli impiegati, ricercatori e sviluppatori di soluzioni di rete, c’è rabbia e preoccupazione. Dopo anni di cassa integrazione straordinaria, contratti di solidarietà, esuberi gestiti in modo non traumatico, l’ingresso di Exprivia (che oggi detiene la maggior parte delle azioni Italtel) si sta rivelando tutt’altro che una ‘boccata d’ossigeno’: "Purtroppo Exprivia non è nuova a queste iniziative - denuncia Marco Giglio, della Fim Cisl - le domande fatte ai colloqui per convincere i lavoratori ad accettare l’incentivo all’esodo ci hanno fatto subito capire che il clima era cambiato".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la lettera inviata a 93 dipendenti del gruppo, di cui 54 di Settimo Milanese, con la quale annunciava che "a decorrere dal 16 aprile 2018 Lei svolgerà la sua attività lavorativa nell’ambito della nuova struttura organizzativa Service Center, percorsi specialistici di formazione e riqualificazione le permetteranno di acquisire il know-how sulle tecnologie (...) la sua prestazione sarà erogata in modalità ‘time&material’ a supporto dei team di lavoro delle altre strutture aziendali in presenza di picchi di attività". Come a dire, "vi mettiamo lì, vi riqualifichiamo e vediamo cosa succede". Al presidio di ieri mattina davanti ai cancelli erano in molti ad avere quella lettera in tasca: "È stata inviata da Italtel, ma è chiaro chi c’è dietro, questo è un reparto di confino - dichiara Valfredo Romanò, della Fiom -. È un reparto discriminante dove vengono messi quasi tutti i dipendenti che sono in contratto di solidarietà al 35%. La logica che sta dietro questa scelta è che siccome tu lavoratore non sei operativo al 100% sei un costo per l’azienda e quindi finisci in quel reparto". Oggi la mobilitazione continua con ingresso posticipato e cortei interni all’azienda per convincere tutti i lavoratori, circa 800, ad aderire alla protesta: "Alla fine di giugno quando scade l’accordo e finiscono gli ammortizzatori ci saranno degli esuberi - dichiara Sergio Maestroni, delegato Fiom Cgil -, l’azienda vuole dividerci, ma la nostra risposta deve essere unitaria".