Il sindaco Sara Santagostino
Il sindaco Sara Santagostino

Settimo Milanese (Milano), 7 febbraio 2019 - Il Comune di Settimo Milanese fa un passo indietro e annulla l’evento di presentazione del libro “Zarè” in programma il 23 febbraio nella biblioteca comunale. La decisione di cancellare l’appuntamento è stata presa nella riunione della giunta dopo i commenti di condanna e indignazione da parte delle forze politiche, ma anche dopo le richieste dei familiari delle vittime del terrorismo.

Tra queste c’è anche la lettera inviata al sindaco da Antonio Iosa, 86 anni, gambizzato da un commando dentro il circolo Perini di Quarto Oggiaro il primo aprile 1980. Il libro scritto a più mani racconta quello che è successo l’11 dicembre 1980 in via Varesina a Milano, quando i carabinieri dell’antiterrorismo in borghese uccisero Roberto Serafini e Walter Pezzoli, militanti nelle Brigate Rosse.

I toni della narrazione, la ricostruzione dei fatti e la descrizione del 23enne Pezzoli sembrano a molti un’offesa delle vittime e di chi ha lottato per difendere i valori della democrazia. Ieri la locandina che annunciava l’evento è scomparsa dal sito del Comune e dalle pagine social istituzionali e in una nota stampa la giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Sara Santagostino ha spiegato le ragioni: «La locandina per la presentazione del libro Zarè porta il logo del Comune, non perché abbia ottenuto il patrocinio attraverso un atto formale della giunta, ma perché rientra nella programmazione culturale della biblioteca, alla quale viene data una certa autonomia nella presentazione dei libri - si legge nel comunicato stampa -. Abbiamo deciso di annullare l’iniziativa e ritenuto necessario confrontarci con i promotori della stessa, venendo così a conoscenza della decisione di ritirare la presentazione del libro». Insomma la colpa della gravissima gaffe sarebbe della biblioteca e non della giunta comunale, che da quanto si apprende non ha neppure visto la richiesta degli organizzatori di promuovere la serata di presentazione del libro.

La giunta prende le distanze, ma difende l’operato della biblioteca, «nel ribadire la nostra ferma condanna al terrorismo di quegli anni e la nostra contrarietà a ogni tipo di revisionismo o giustificazionismo storico, tuttavia facciamo presente che la volontà della biblioteca non era certo di promuovere un evento che fosse un encomio delle Brigate Rosse - si legge -. Questa giunta condanna fermamente le atrocità di quegli anni e la violenza in ogni sua affermazione e non avrebbe potuto avallare la presentazione dell’agiografia di un terrorista. Che la storia italiana sia fatta di momenti violenti, complessi e per certi aspetti ancora incomprensibili è fuor di dubbio. È altrettanto fuor di dubbio che le vittime del terrorismo meritino tutela, rispetto e supporto. Come abbiamo sempre fatto prima di agire, ci siamo dati l’opportunità di capire».