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Settimo Milanese (Milano), 10 luglio 2015 - Nuova commessa di "network decommissioning" per Italtel e ritorno alla scrivania di un gruppo di lavoratori che erano in cassa integrazione. Succede nell’ex cittadella delle telecomunicazioni. Dopo anni di ristrutturazione, tagli, accordi per scongiurare licenziamenti e sacrifici da parte dei lavoratori, la direzione di Italtel ha comunicato alle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm la novità: grazie alla commessa ricevuta da Telecom Italia per il trimestre luglio-settembre 2015, con concrete prospettive di continuare anche nei mesi successivi, dal 6 luglio sono tornate in ufficio 13 persone e successivamente potrebbero essere richiamati altri 16 cassintegrati. Le organizzazioni sindacali abituate a gestire situazioni di crisi stanno con i piedi per terra, ma non nascondono la loro soddisfazione: "Non sappiamo quanto la commessa inciderà sull’andamento di Italtel - spiegano in una nota le Rsu - di sicuro il rientro al lavoro è un fatto positivo, abbiamo chiesto all’azienda di continuare su questa strada anche riducendo il numero di consulenze e rilanciando le attività. Speriamo di lasciarci alle spalle quanto è successo negli ultimi cinque anni".

Il colosso delle telecomunicazioni che oggi conta 1.083 dipendenti, di cui 835 nella sede di Castelletto, negli ultimi anni è dovuto ricorrere ai contratti di solidarietà e alla cassa integrazione per ridurre il costo del lavoro. E così nel sito di Castelletto si sono "perse" centinaia di posti di lavoro e attività di sviluppo. Ma ora qualcosa si muove nella direzione opposta: questa settimana sono iniziati i corsi di riqualificazione e formazione per le certificazioni Cisco e quelli di "training" per i cassintegrati che rientrano e che saranno assegnati alle attività di decommissioning. A settembre inoltre si terranno i corsi per permettere il rientro al lavoro da gennaio 2016 dei dipendenti in cassa integrazione, come previsto dall’Accordo sottoscritto al Ministero del 12 febbraio che impegnava anche il Governo a sostenere il settore telecomunicazioni.

Un’altra boccata d’ossigeno è arrivata dalla partnership con l’indiana Tech Mahindra, che è entrata nel mercato italiano da alcuni mesi e ha scelto proprio Italtel e la sede milanese dove aprire la propria sede operativa, reclutando 46 dipendenti del colosso italiano.