Una delle proteste organizzate dal comitato che si batte contro le vasche di laminazione
Una delle proteste organizzate dal comitato che si batte contro le vasche di laminazione

Senago (Milano), 30 marzo 2016 - Svanito anche il sogno del "sito archeologico". Nonostante il ritrovamento di reperti risalenti al Neolitico nell’area destinata agli scavi, i lavori per la realizzazione delle vasche di laminazione delle acque del fiume Seveso inizieranno. Per alcune settimane si è sperato nel «miracolo», ma ora è arrivata la parola definitiva che non blocca l’iter del massiccio intervento.

I reperti ritrovati durante il carotaggio del terreno sarebbero di valore documentale, ma non tali da giustificare il blocco del lavori e come si sperava la ricerca di altre soluzioni per le vasche. A decretare il tutto è stato il sopralluogo effettuatoul sito dall’archeologa Cristina Longhi accompagnata dal sindaco e dalla polizia locale. Sul ritrovamento di alcuni ciottoli la Soprintendenza ai beni culturali farà senz’altro una relazione, ma nulla di più.

I piccoli pezzi venuti alla luce aiuteranno a tracciare una mappa della storia di questo territorio, ma non disegnano ritrovamenti di insediamenti abitativi di quel tempo. Caduta anche l’ultima speranza ora si attende solo l’arrivo delle ruspe che inizieranno scavare la grande fossa dove confluiranno, durante le piene, le acque putride del fiume Seveso. Aipo, l’Agenzia per il Po, è ormai orientata ad iniziare i lavoro da questo mese di aprile anche se il 13 febbraio scorso il Comune aveva presentato un ennesimo ricorso segnalando ben 13 punti «critici» nel progetto delle vasche.

Sembrerebbe che durante i lavori di scavo possa essere presente un archeologo pronto ad esaminare eventuali altri reperti che potrebbero venire alla luce.

Nonostante sia arrivata l’ora «x» le proteste non si placano. In questi giorni il Comitato «No vasche» ha emesso un comunicato nel quale parla di «inesattezze di regione Lombardia sulle vasche di Senago» ritenute, così come sono state progettate e ubicate, inutili e dannose per i cittadini e per il territorio.