I carabinieri alla villa di Senago
I carabinieri alla villa di Senago

Senago (Milano), 18 gennaio 2019 - Al civico 16 di via XXIV Maggio a Senago, ingresso principale dell’Oasi degli Occhi, il viavai di pattuglie dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza e della Compagnia di Desio è accompagnato dal silenzi« dei condòmini. All’indomani della notizia del ritrovamento di reperti ossei murati in una parete della depandance all’interno della villa Settecentesca, nessuno ha voglia di parlare. Chi risponde al citofono liquida i giornalisti con un laconico, «non abbiamo niente da dire». Eppure quei resti umani che sarebbero apparsi, secondo una prima ricostruzione, agli occhi di alcuni operai che stavano prendendo a picconate una parete, lontano da qui, in paese, sono sulla bocca di tutti.

«Prima di trasformare la villa in appartamenti c’erano altri progetti - racconta un cittadino - insieme a Villa Borromeo è sicuramente tra le cose più belle che abbiamo a Senago». Una cosa è certa: in poche ore la residenza di lusso, nota come «Villa degli Occhi», situata nel Parco delle Groane, proprio all’inizio del territorio comunale di Senago, è diventata tristemente nota per il macabro ritrovamento. «Quando mercoledì mattina ho appreso la notizia non ci volevo credere - dichiara il sindaco Magda Beretta - vedere il nome del nostro Comune associato a questa notizia non è una bella cosa. Attendiamo l’esito delle indagini dei carabinieri». Una pista c’è: le ossa ritrovate potrebbero essere di un cittadino albanese scomparso a Genova nel 2013, ma per avere conferme ufficiali bisogna attendere gli esami di laboratorio affidati all’istituto Labanof di Milano. Accanto ai resti umani, militari e vigili del fuoco hanno rinvenuto anche un giubbotto e pezzi di altri vestiti. Partendo dalle denunce di scomparsa, in particolare negli ambienti criminali, gli inquirenti avrebbero individuato un profilo corrispondente ai resti, anche per il tipo di abbigliamento indossato al momento della scomparsa. Ma come può essere finito sepolto proprio lì? A denunciarne la scomparsa dell’albanese pregiudicato era stato il fratello alla questura di Genova, poi la squadra mobile lo avrebbe localizzato nel monzese, prima della defintiva scomparsa. Così si spiegherebbe perché a seguire il caso siano gli investigatori brianzoli.

Certezze e ipotesi di fantasia animano i discorsi nei bar mentre telegiornali e giornali mostrano le immagini della Villa e del Parco che qualche anno fa era nell’elenco dei Luoghi del Fai nell’ambito di un censimento dei luoghi da salvare. Nel 2012 la Villa fu definitavamente ristruttura e trasformata in un residence esclusivo alle porte di Milano.