L’ultima udienza del processo celebrato a Reggio Emilia in cui è stato sentito Oliverio
L’ultima udienza del processo celebrato a Reggio Emilia in cui è stato sentito Oliverio

Rho (Milano), 28 marzo 2017 - Convocazione straordinaria della Commissione Antimafia del Comune di Rho. A chiederlo è Marco Tizzoni, consigliere comunale e regionale, in qualità di Vice Presidente della commissione antimafia. La richiesta è stata protocollata all’indomani delle dichiarazioni rilasciate al processo Aemilia, il più grande dibattimento di ‘ndrangheta mai tenutosi in Emilia Romagna, dal collaboratore di giustizia Francesco Oliverio, in qualità di ex capo della locale di Belvedere Spinello e della ‘ndrina distaccata di Rho. Particolarmente preoccupante e grave, se fosse vero, quello che racconta Oliverio su come gestiva le sue attività: traffico di droga, movimento terra, controllo ambulanti.

«I miei camion non li hanno mai fermati, viaggiavano in centro, considerando che da li non avrebbero potuto passare. Noi davamo la lista con le targhe per avere i permessi e non li fermavano. Perchè i vigili mangiavano. Non solo i vigili. Anche polizia e carabinieri. Noi avevamo anche un commissario a Crotone». Secondo Tizzoni è necessario capire la veridicità o meno delle dichiarazioni. «A tal proposito ho chiesto di audire durante la seduta il Comandante Antonino Frisone - aggiunge il vicepresidente della Commissione - se non sarà fatta chiarezza, garantita e dimostrata totale estraneità ai fatti denunciati da Oliverio chiederò al Consiglio Comunale di istituire una commissione d’inchiesta speciale».

Il sindaco Pietro Romano, dal canto suo, prende le difese della polizia locale: «Quando si accusa qualcuno, soprattutto in processi di ndrangheta, si devono indicare fatti precisi date, nomi e cognomi delle persone coinvolte altrimenti l’accusa non è credibile perché dire che tutti “mangiano” rende impossibile ogni verifica dei fatti, quello che invece posso con certezza dire è che proprio durante il periodo preparatorio di Expo a Rho i nostri vigili, come le Forze dell’Ordine, sono stati impegnati a tempo pieno nel controllo dei camion che entravano ed uscivano dal sito e che circolavano sul nostro territorio e ciò in virtù di Protocolli di intesa da me sottoscritti per la legalità ed il contrasto dei fenomeni di infiltrazione mafiosa. Non ci sono stati camion di imprese di movimento terra che hanno transitato per il centro di Rho perché erano stati imposti percorsi obbligati. Ogni giorno i nostri vigli hanno fermato praticamente tutti i camion di movimento terra controllando le autorizzazioni ed i documenti e fornendo i nominativi e le relative targhe alla centrale operativa coordinata dalla Prefettura».

Il pentito parla anche di«Con i kalashnikov siamo entrati nell’accampamento degli zingari. Il Comune non riusciva a sfrattarli e noi li abbiamo cacciati in una notte...abbiamo messo una stecca di dinamite sotto una roulotte disabitata». Testimonianze che confermano la preoccupante presenza della ‘ndrangheta sul territorio, «se queste dichiarazioni sono confermate, non possono lasciarci indifferenti - spiega il sindaco, Yuri Santagostino - con il supporto delle forze dell’ordine stiamo cercando di ricostruire l’episodio cui si fa riferimento per avere un quadro più chiaro».