Garbagnate Milanese (Milano), 6 giugno 2018 - Svolta nelle  indagini sull’omicidio di Marilena Rosa Re, la promoter di 58 anni di Castellanza, uccisa lo scorso 30 luglio da Vito Clericò, 65 anni pensionato di Garbagnate Milanese. La moglie dell’assassino reo confesso, Alba De Rosa, 69 anni, finora indagata a piede libero per sequestro di persona, secondo il pm del Tribunale di Milano, Rosaria Stagnaro, avrebbe avuto un ruolo nell’occultamento e nel depezzamento del cadavere della vittima. Ma non solo, avrebbe favoreggiato il marito nel nascondere anche alcune prove fondamentali per le indagini, come l’arma del delitto che non è ancora stata ritrovata, i vestiti e la borsa della vittima. L’atto giudiziario con le nuove accuse è stato notificato ieri pomeriggio ad Alba De Rosa che da mesi è ospite da alcuni parenti in provincia di Foggia.

"Ho appreso martedì pomeriggio delle nuove accuse, attendo di leggere il documento che è stato notificato alla mia cliente e chiederemo il riesame per vedere tutti gli atti", dichiara l’avvocato Daniela D’Emilio. De Rosa dal giorno dell’arresto del marito, lo scorso 11 settembre, si è sempre dichiarata estranea ai fatti: "Quella mattina quando Vito è rientrato dall’orto era tranquillo, non aveva i vestiti sporchi di sangue... se fosse successo qualcosa quel giorno me ne sarei accorta, siamo sposati da 44 anni e lo conosco", aveva dichiarato in un’intervista.

La donna, che il marito ha sempre difeso, in tutte le otto versione fornite in questi mesi agli inquirenti, secondo il pm avrebbe avuto un ruolo nell’occultamento e del deturpamento del cadavere di Marilena uccisa con premeditazione da Clericò con "almeno sei colpi al capo con oggetto di natura contundente procurandole plurime lesioni cranio encefaliche e sfacelo del capo", decapitata e seppellita nell’orto di via Volta.

Secondo le ultime indiscrezioni sembra che Alba la mattina del 30 luglio fosse in macchina con il marito Vito quando lui è andato a prendere Marilena nella sua abitazione di Castellanza. Contro di lei ci sarebbero anche intercettazioni telefoniche successive all’arresto del marito. Dunque, se fosse confermato, Alba sapeva e probabilmente proprio per questo il primo agosto si era informata da un geometra sulla possibilità di vendere la casa al figlio, sulla separazione dei beni e sulle conseguenze patrimoniali in caso che uno dei due coniugi avesse fatto del male a terzi. Nel frattempo il pm ha disposto il dissequestro dell’orto di via Volta e della villa della coppia, in via Livorno. Non è escluso che alla luce delle nuove accuse orto e villa possano essere sottoposte a nuovo sequestro e nuovi perquisizioni degli inquirenti.