Gli investigatori davanti alla casa della pensionata
Gli investigatori davanti alla casa della pensionata

Rho (Milano), 19 ottobre 2018 - "I familiari di Antonietta sono molto provati per l’avvicinarsi del processo. Non sarà facile, ma saranno presenti in aula". A un anno e due mesi dall’omicidio di Antonietta Migliorati, pensionata di 73 anni di Rho, mercoledì si aprirà il processo davanti alla Corte d’Assise di Milano, con rito immediato, saltando l’udienza preliminare. Massimo Proietti, avvocato dell’Unione Nazionale Vittime che offre assistenza a persone che hanno subito reati violenti e difensore della famiglia Migliorati spiega che "sarà un processo indiziario perché non abbiamo un reo confesso, probabilmente la difesa chiederà di ripetere la perizia dei Ris nell’appartamento della vittima che è ancora sotto sequestro£. La pensionata fu uccisa il 17 agosto dello scorso anno nella sua abitazione in via Belvedere a Rho. A commettere l’omicidio fu il suo ex vicino di casa, Renato Modugno, 53 anni, arrestato sei mesi dopo il delitto. L’uomo, che aveva un disperato bisogno di soldi, aveva visto nei monili d’oro che indossava la donna un modo per racimolare qualche centinaia di euro. Era così entrato nell’appartamento di Antonietta: prima l’aveva aggredita a mani nude e poi trascinata nel bagno dove le aveva sferrato nove coltellate. È accusato di omicidio volontario, una rapina finita nel sangue. I rilievi e le analisi genetiche effettuate sul cadavere avevano accertato la presenza di tracce biologiche riconducibili al 52enne e a un altro individuo di sesso maschile "allo stato non identificato".

Di fatto le tracce del secondo individuo potrebbero essere precedenti al delitto. Manca anche l’arma del delitto, gli inquirenti non hanno mai ritrovato il coltello usato per uccidere la 73enne. Alla prima udienza la famiglia si costituirà parte civile. L’imputato Renato Modugno avrà la possibilità di scegliere di essere processato con rito abbreviato, puntando allo sconto di un terzo della pena. "I familiari chiedono giustizia", conclude l’avvocato Proietti.