Garbagnate Milanese (Milano), 18 giugno 2018 - È stata fissata per il prossimo 16 luglio, davanti al gup di Milano Alessandra Simion, l'udienza preliminare a carico di Vito Clericò, 65enne di Garbagnate Milanese, in carcere dal settembre scorso con l'accusa di aver ucciso e decapitato la promoter di 58 anni Marilena Rosa Re, che era scomparsa da Castellanza (Varese) a fine luglio. Mentre in un'inchiesta parallela la moglie dell'omicida, reo confesso, è indagata per occultamento e vilipendio di cadavere in concorso col marito, i legali dell'uomo, gli avvocati Daniela D'Emilio e Franco Rovetto, stanno valutando se chiedere davanti al giudice l'ammissione al rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo sulla pena. 

Clericò è stato interrogato per la nona volta lo scorso 9 giugno, su sua richiesta, nel carcere di Busto Arsizio dal pm di Milano Rosaria Stagnaro. L'uomo, come chiarito dai suoi difensori, aveva "ribadito di aver ucciso da solo Marilena, scagionando totalmente sua moglie da qualsiasi responsabilità". La Procura, però, nei giorni scorsi ha anche disposto nuovamente il sequestro della casa della coppia (la difesa ha fatto ricorso al Riesame) e una serie di accertamenti nell'abitazione alla ricerca di tracce del passaggio di Re nella villa di Garbagnate, prima di essere uccisa e sepolta nell'orto del 65enne. Clericò è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, dalle sevizie e dalla crudeltà e vilipendio e occultamento di cadavere, ma gli inquirenti stanno cercando di capire quale ruolo abbia avuto la moglie e dove sia stata uccisa  la promoter, che aveva prestato alla coppia 80mila euro e che sarebbe stata ammazzata perché ne chiedeva la restituzione.