Rho (Milano), 7 marzo 2018 - Sono stati i carabinieri della Compagnia di Rho a darle la notizia, lunedì mattina. Dopo sei mesi e mezzo è stato arrestato Renato Modugno, 53 anni, il presunto assassino di Antonietta Migliorati, la pensionata di 73 anni uccisa il 17 agosto 2017 nella sua abitazione di via Belvedere 4. Ancora a piede libero il suo presunto complice, per ora non identificato. Lei, Stefania Ripoldi, 51 anni, figlia della vittima, confessa: «Adesso respiro, anche se nessuno mi riporterà indietro mia mamma».

Era stata proprio Stefania alle 20.40 a trovare la madre morta dissanguata nel bagno nell’appartamento in cui viveva da sola. Aveva provato a chiamarla al telefono molte volte, tra le 18.40 e le 20.30 senza ricevere risposta. La mamma aveva tanti interessi e amici e inizialmente Stefania non si era preoccupata. Solo due ore dopo ha deciso di andare a vedere se fosse successo qualcosa. In questi mesi Stefania ha parlato solo una volta con i giornalisti, lo ha fatto con toni pacati, senza rabbia, anche se l’assassino di sua madre non era stato ancora individuato. Come ha fatto? «Sono sempre stata in contatto con le forze dell’ordine che stavano indagando – spiega – Mi hanno sempre ascoltato, hanno avuto pazienza con me ed io ho avuto fiducia nei loro confronti. Sapevo che c’erano le indagini in corso».

Lunedì mattina la svolta con l’arresto del vicino di casa di Antonietta, «confesso di non averlo mai visto quando andavo da mia mamma – racconta Stefania riferendosi al presunto assassino – era lei che viva spesso a casa nostra a Lainate, per stare insieme ai suoi nipoti». Ora si aprirà il processo ma intanto i familiari di Antonietta hanno avuto giustizia, «adesso respiro, prima ero spaventata, per me e per i miei figli – aggiunge – Lunedì mattina sono riuscita ad andare a Rho, cosa che non facevo da agosto perché avevo quasi paura. Purtroppo in questi mesi su mia mamma sono state dette e scritte anche cose non vere, quella che mi ha dato più fastidio è stato alludere al fatto che lei apriva la porta a tutti indossando body e vestaglietta, come se fosse una poco di buono». Ora Stefania pensa ad altro: «Mi sto preparando a rientrare nella casa, anche se non sarà facile, i ricordi di quel giorno quando l’ho trovata in una pozza di sangue sono tanti e fanno male, ma ho anche voglia di prendere le sue cose e darle una degna sepoltura. Lei voleva essere cremata, rispettare il suo desiderio e metterla nella tomba con suo marito. È un mio dovere».