Il Consiglio comunale di Rho
Il Consiglio comunale di Rho

Rho, 31 ottobre 2014 - Per quaranta minuti ha parlato a braccio. Documentato. Tra le mani il testo dell’ordinanza di custodia cautelare di 800 pagine firmata dal giudice Alfonsa Maria Ferraro che ha portato in carcere 13 persone accusate, a vario titolo, di associazione ‘ndranghetista, riciclaggio e abuso d’ufficio aggravato dal metodo mafioso.

In aula ha proiettato le slide del vecchio Prg e dell’attuale Pgt per fare chiarezza. Per spiegare ai consiglieri comunali e ai numerosi cittadini presenti in aula che Luigi Addisi, ex consigliere comunale del Pd, arrestato martedì mattina nell’ambito dell’inchiesta «Quadrifoglio», "non può aver favorito trasformazioni urbanistiche a vantaggio della ‘ndrangheta". Ha preso la parola per primo, il sindaco di Rho, Pietro Romano, mercoledì sera in Consiglio comunale. Le opposizioni erano pronte a «interrogarlo» ma non c’è stato bisogno. Romano ha alzato la mano e spiegato: «Quello che è successo è un fatto gravissimo, c’è necessità di fare chiarezza e discutere. Io non ho mai parlato con Addisi di trasformazioni urbanistiche nella frazione di Lucernate, lui non mi ha mai sottoposto istanze in questo senso, Addisi nella sua carica di amministratore pubblico non aveva capacità e possibilità di influire sulle scelte urbanistiche del Pgt. Sull’area in questione, le ultime trasformazioni sono state decise nel 2009 come dimostrano tavole e documenti. Quando si dice che Addisi ha pilotato le decisioni su Palazzo Gorani e sulla fascia verde di mitigazione ambientale di 936 metri quadrati che separa il nucleo storico di Lucernate dalla zona industriale, si dice una cosa falsa».

Il primo cittadino ha citato la lettera inviata a tutti i consiglieri comunali prima dell’approvazione del Pgt nella quale ricordava che chi aveva interessi su qualche area interessata da trasformazioni doveva astenersi dalla votazione: «Addisi non lo ha fatto pur avendo interessi, è un fatto grave». Poi il sindaco è entrato nel dettaglio: la trasformazione dell’area verde (dietro Palazzo Gorani) è stata proposta dal progettista nel 2009 e accolta dall’amministrazione comunale in fase di redazione del nuovo Pgt, mentre Palazzo Gorani è rimasto in «zona A- nuclei storici» e qui, come su tutti i fabbricati storici della città, è stata applicata una normativa più favorevole per agevolare i proprietari alla ristrutturazione e non certo per favorire la ‘ndrangheta. «Ribadisco che non c’è stata nessuna richiesta, nessuna osservazione e nessuna pressione di Addisi sulle trasformazioni urbanistiche votate con il Pgt - conclude Romano -, resta il dato politico. Come partito dovremo fare una riflessione sulla necessità di stringere le maglie nella scelta dei candidati da mettere in lista. E come amministrazione comunale dobbiamo continuare a vigilare su possibili infiltrazioni malavitose».

roberta.rampini@ilgiorno.net