L'altra notte fiamme alla Caris che tratta rifiuti
L'altra notte fiamme alla Caris che tratta rifiuti

Lainate (Milano), 2 ottobre 2016 - Brucia ancora l’ex Alfa Romeo. «Siamo preoccupati – dice il sindaco Alberto Landonio dopo il rogo della scorsa notte – Per anni non è più successo nulla, da tempo non si registravano incendi e ora, invece, torna anche l’incubo degli scoppi dovuti alle lavorazioni dei rottami e le alte colonne di fumo nero che ne conseguono. Un fatto che ci allarma e non ci lascia indifferenti». E' il quarto episodio in pochi mesi nei capannoni che hanno preso il posto dell’ex stabilimento motoristico. La notte del 27 agosto alla Rottami Metalli Italia (ex Rotamfer) è scoppiato un incendio che ha interessato le montagne di rottami d’auto. Un altro incendio il 10 aprile. Su Facebook i cittadini postano le foto delle fiammate e delle esplosioni, segnalano la puzza di bruciato e si fanno domande sui veleni nell’aria.

E sono ancora rifiuti quelli che bruciano. L’ultimo episodio l’altra notte ha completamente distrutto alcuni macchinari e danneggiato il capannone della Caris, azienda che si occupa appunto di raccolta e trattamento di rifiuti indifferenziati. Un rogo accidentale, secondo le prime ipotesi. Allertata dagli operai di turno, la centrale operativa del 115 ha inviato tre autopompe da Milano, Garbagnate e Rho che hanno impiegato tutta la notte per domare le fiamme. Solo nella tarda mattina viene avvisata anche Arpa Lombardia ma fumo e odori sono praticamente svaniti, i tecnici possono solo verificare il corretto smaltimento delle acque utilizzate per lo spegnimento. I controlli del caso dovrebbero averli effettuati i pompieri durante la notte. Toccherà invece all’Asl stabilire le procedure di smaltimento dell’amianto del tetto. Le fiamme hanno fatto esplodere tutte le finestre e raggiunto anche i lastroni di eternit del tetto, sciogliendone una parte. L’impianto è stato posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti e l’attività lavorativa sospesa.

«Lunedì mattina (domani, ndr) torneremo con i tecnici per un sopralluogo e per verificare la stabilità dello stabilimento, pronti ad attuare tutti i necessari protocolli che si dovessero rendere necessari per la sicurezza del luogo – aggiunge Londonio – L’auspicio è che il Comune non venga lasciato solo e che Regione Lombardia ponga la massima attenzione all’area, soprattutto ora che si sta lavorando al nuovo accordo di programma: l’ultimo per completare la riqualificazione dell’ex Alfa Romeo».