Garbagnate (Milano), 21 febbraio 2018 - Si cercano l'arma e altri strumenti utilizzati lo scorso 30 luglio da Vito Clericò, il pensionato 65enne di Garbagnate Milanese, per uccidere e decapitare Marilena Rosa Re, la promoter di 58 anni di Castellanza (Varese). I tecnici del Labanof accompagnati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese sono tornati ieri mattina nella villa e nell'orto del presunto omicida e nel terreno dove era stata rinvenuta la testa della vittima, coperta di calce e fogliame, nascosta in un sacchetto di plastica.

La nuova ispezione è stata disposta dal Pubblico Ministero del Tribunale di Busto Arsizio, Rosaria Stagnaro. Nella villa di via Livorno dove l'uomo viveva con la moglie, Alba De Rosa, indagata a piede libero per sequestro di persone, sono state rinvenute sedici asce e coltelli, nascosti sopra un armadio in cucina. Inoltre sono stati prelevati campione di fogliame particolare. Nel terreno dove Clericò aveva gettato la testa è stato prelevato altro materiale botanico e del terriccio, mentre dall'orto di via Volta esperti e inquirenti sono usciti a mani vuote. «Secondo quanto ci è stato riferito stanno cercando un'arma particolare compatibile con il materiale prelevato nelle ferite sul corpo di Marilena - dichiara l'avvocato difensore, Daniela D'Emilio - Inoltre nel sacchetto dove Clericò ha nascosto la testa c'era del fogliame e si vuole chiarire se appartenuto al giardino della villa, dell'orto o del terreno dove l'ha gettata per ricostruire la dinamica dell'omicidio>.