Vitò Clericò è rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio

Garbagnate (Milano), 8 luglio 2018 - Rito abbreviato e la richiesta di incontrare un prete esorcista per Vito Clericò, il pensionato 65enne di Garbagnate Milanese in carcere a Busto Arsizio dallo scorso 11 settembre con l’accusa di aver ucciso e decapitato Marilena Rosa Re, 58 anni, promoter di Castellanza. A pochi giorni dall’udienza preliminare fissata per il prossimo 16 luglio davanti al gup del Tribunale di Milano, Alessandra Simion, gli avvocati Daniela D’Emilio e Franco Rovetto, sono intenzionati a chiedere davanti al giudice l’ammissione al rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo sulla pena. Il pm Rosaria Stagnaro, titolare dell’indagine, nell’avviso di conclusione delle indagini ha stabilito che l’omicidio della promoter è stato commesso con premeditazione, aggravato dalla «predisposizione dei mezzi per la sua realizzazione, dalla previa ideazione di un piano per attirare la vittima ad un incontro e nella programmazione degli atti necessari a dissimulare il delitto e creare l’apparenza di un allontanamento volontario della stessa». Non solo, a completare le aggravanti ci sono anche sevizie e crudeltà. Contestazioni che potrebbero portare alla richiesta di ergastolo per Clericò.

«Incontreremo il nostro assistito mercoledì prossimo per la firma della procura necessaria alla richiesta del rito abbreviato contestualmente chiederemo al giudice anche un’altra perizia psichiatrica - dichiara l’avvocato D’Emilio - siamo stati informati che il genetista Giorgio Portera depositerà la relazione sulle tracce ematiche rinvenute nella villa dei Clericò dello scorso 22 giugno il prossimo 9 settembre e che non saranno necessari ulteriori accertamenti. Per questo motivo completato il riesame chiederemo il dissequestro della villa». Le tracce ematiche rinvenute dal genetista erano nella vasca da bagno, su un paio di guanti in lattice trovati in una tasca dei pantaloni del 65enne e su uno straccio in bagno. Intanto dalla cella del carcere, Clericò ha chiesto di poter incontrare un prete esorcista.

«Ho qualcosa dentro che non va e forse solo così posso spiegarmi i fatti», ha detto ai suoi legali durante uno degli ultimi colloqui. Dopo le nove versioni fornite in questi mesi su quanto accaduto il 30 luglio scorso, giorno della scomparsa e dell’omicidio della promoter, il pensionato ora avrebbe maturato questa convinzione confrontandosi con il suo compagno di cella. Intanto in un’inchiesta parallela la moglie dell’omicida, Alba De Rosa, è indagata per occultamento e vilipendio di cadavere in concorso con il marito, ma lei non sembra preoccupata, ribadisce la sua estraneità ai fatti e minaccia querele a chi l’ha diffamata in questi mesi.