Alla consegna il sindaco Stefania Lorusso, l’assessore Marinella Mastrosanti, l’architetto Enrico Galbiati e Fulvia Gallo di Aler
Alla consegna il sindaco Stefania Lorusso, l’assessore Marinella Mastrosanti, l’architetto Enrico Galbiati e Fulvia Gallo di Aler

Bollate, 17 febbraio 2015 - I coniugi Lo Monaco sono stati i primi a ricevere le chiavi. Poi il signor Vanacore, la famiglia Ferrigno e la famiglia Benemerito. Sono stati consegnati ieri mattina i primi 4 appartamenti ristrutturati nei casermoni Aler di via Turati 40 a Bollate. Qui a settembre è partita la lenta riqualificazione dei caseggiati popolari, grazie a uno di pochi contratti di Quartiere finanziati da Regione Lombardia all’attivo per un valore di 9,5 milioni di euro.

L’attesa per 250 famiglie è finita: degrado, incuria e abusivismo durano da 20 anni. Alla consegna ufficiale non sono mancati il sindaco di Bollate Stefania Lorusso, l’assessore ai Servizi alla persona Marinella Mastrosanti, l’architetto Enrico Galbiati e Fulvia Gallo di Aler, i rappresentanti delle cooperative Il Melograno, Il Grafo e Genera onlus.

«Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro lungo e faticoso al fianco dei cittadini di via Turati - ha detto il sindaco -. Con emozione e soddisfazione abbiamo consegnato le chiavi di una casa completamente rifatta a alcuni dei nostri cittadini. Altre ne seguiranno nelle prossime settimane. Come prova che la volontà e la perseveranza, anche in tempi difficili come questi, possono portare a risultati positivi. Grazie a tutti gli attori di questo progetto che hanno creato una rete positiva, ma soprattutto molto attenta alle esigenze delle singole persone e sempre orientata alla ricerca delle soluzioni migliori e più adeguate ad ognuno».

Gli appartamenti sono stati completamente rifatti, con pavimenti, rivestimenti, porte e sanitari nuovi, imbiancatura fresca e infissi risistemati. Costo finale della ristrutturazione 17,5mila euro per alloggio, per un investimento totale di 175 mila euro. I prossimi sei appartamenti saranno assegnati entro fine febbraio, «a quel punto un’intera scala sarà pronta, è il volano per la mobilità», precisano i mediatori. Allora 55 famiglie dovranno via via lasciare le loro case per consentire i lavori, a tutte sarà assegnata una nuova abitazione, ad una condizione «che siano sanate le morosità», i piani di rientro saranno studiati caso dopo caso.

Fra gli inquilini i dubbi restano, la paura di vedere che tutto si areni un’altra volta è sempre presente. Ieri mattina qualcuno fra loro si è presentato con un vasetto in mano, dentro l’acqua raccolta dai soffitti: «Piove in 9 abitazioni su 10. Basta parole, non prendeteci più in giro, ora vogliamo vedere i fatti». A fine marzo dovrebbe partire anche il cantiere esterno, il restyling del complesso popolare durerà 540 giorni. E anche per le spese di trasloco è previsto un aiuto di circa 2mila euro che Aler andrà a sgravare mensilmente dai canoni d’affitto, mentre per le famiglie più in difficoltà saranno arruolati dei volontari. E’ il lieto fine? Le spese per la bonifica dell’amianto sono state ridotte a 350mila euro. «Si affrontano le priorità», precisano da Aler, che prima del dissesto finanziario prometteva un milione di euro. monica.guerci@ilgiorno.net