I pedoni camminano a pochi centimetri dalle auto
I pedoni camminano a pochi centimetri dalle auto

Bollate (Milano), 1 febbraio 2019 - Divieto di parcheggio lungo via Ospitaletto, obbligo di spegnere il motore al semaforo rosso, vigili negli orari di maggiore traffico, "così da scoraggiare gli autisti estrosi e migliorare la sicurezza". Sono alcuni dei modi per ridurre i disagi a Cascina del Sole, estrema periferia di Bollate, stretta nella morsa del traffico della Rho-Monza che non riparte. Via la Cava chiusa, la rotonda di via Kennedy al palo e tutto il traffico locale e di attraversamento passa di qui. Don Vittorio Landriani, il parroco della frazione, ci accompagna fra i pedoni a rischio, gli automobilisti in coda e i residenti stanchi di avere i polmoni pieni di smog. Il centro di Cascina del Sole è un crocevia strettissimo, un imbuto per la viabilità, che non regge più i carichi di traffico. Qui la giornata inizia fra i clacson e gli odori asfissianti dei gas di scarico. Il pericolo è dietro ogni angolo fra le vie Battisti, per Novate, Monte Grappa e Ospitaletto. In via Ospitaletto, direttrice per l’autostrada, ci sono in fila la parrocchia, due asili, il centro sportivo e la bocciofila. Strada e marciapiedi sono stretti e i parcheggi non bastano, per questo don Vittorio in orario di scuola lascia il piazzale della chiesa aperto e le auto gli arrivano fin quasi sull’altare. Lui lascia fare. "Per la sicurezza dei bambini - dice -. Parcheggiando nell’area di fronte alle scuole si deve attraversare la strada facendo la gimcana tra le lunghe colonne di auto".

Inoltre i Tir passano a fatica e spesso si crea l’ingorgo nell’ingorgo. Passate le 8, ai semafori l’impazienza sale: in molti transitano col rosso o sorpassano a gran velocità la colonna. Superato il semaforo di via Ospitaletto, per chi gira in via per Novate, ci sono meno di 20 metri prima delle strisce pedonali, nessuno si ferma a dare la precedenza. "È così da più di un anno e non si vede la fine, mancano anche i vigili", lamenta il sacerdote. Girando in via Battisti, la situazione è la stessa: in strada ci sono i ragazzi delle elementari e delle medie che vanno a scuola o prendono i bus. Don Vittorio è un prete atipico, di quelli che non le mandano a dire, da otto anni a Cascina del Sole lo conoscono tutti, è l’unico sorriso in mezzo alla nevrosi. "La situazione di questa frazione dimenticata da tutti è sempre più difficile", dice il don che ne fa prima di ogni cosa una questione di sicurezza. La settimana scorsa ha scritto all’amministrazione comunale "come cittadino che ogni giorno si misura con una situazione viabilistica e di salute sempre più pericolosa. Non si può vietare alle persone di recarsi al lavoro percorrendo le uniche strade che sono rimaste aperte, ma si deve rendere un po’ più vivibile e sicura la vita di chi abita a Cascina del Sole. Di parole da parte delle istituzioni ne sentiamo tante, purtroppo: ai solesi è chiesto di sopportare disagi per lunghi mesi e a ciascuno è chiesto di fare la sua parte. Dico questo sperando che possa servire a smuovere le cose prima che accada qualcosa di grave, una condizione che tante volte abbiamo già sfiorato".