Uno scatto all'interno dello stabilimento di Castellazzo

Bollate (Milano), 23 maggio 2018 - "Ricordo che dopo aver frugato molto attentamente dappertutto per trovare i corpi rimasti interi, ci mettemmo a raccogliere i brandelli". Usa le parole di un giovanissimo Ernest Hemingway, il sindaco di Bollate Francesco Vassallo per presentare all’Archivio Storico dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano “Quell’esplosione cent’anni fa. Le donne, il lavoro, la guerra, il Castellazzo, 1918-2018”, calendario di celebrazioni per una tragedia dimenticata. Hemingway, volontario della Croce Rossa Internazionale in Italia, venne chiamato a prestare soccorso a seguito dello scoppio della fabbrica di munizioni Sutter&Thévenot a Castellazzo, avvenuta nel primo pomeriggio del 7 giugno 1918. "Un crudo incontro con la morte che segnerà lo scrittore per il resto della vita. Soprattutto per il fatto che la quasi totalità della vittime erano giovani donne", dice il sindaco. Il bilancio è terribile: 59 morti, quasi tutte le operaie addette alla produzione fra i 13 e 29 anni. Trecento e più i feriti.

"Era un giorno di paga", ricordano i pochi parenti delle vittime rintracciati per ricostruire le fila di questa tragedia che scivola in poche righe di cronaca nei giornali del tempo e troppo presto viene dimenticata. Lo scoppio è fra le più gravi tragedie sul lavoro della storia industriale italiana: la Sutter, 1.300 operai, era una delle più grandi fabbriche di armi del Paese. Ignote le cause, sulla tragedia cadrà il silenzio per tutti questi anni. È solo grazie a un caso che la storia della fabbrica dimenticata di Bollate viene ora raccontata, piena di dettagli, documenti ritrovati. Due anni fa il parroco della chiesa di San Guglielmo a Castellazzo, padre Egidio Zoia, impegnato nella ricerca di documenti storici scopre in mezzo alla polvere il grande stendardo dei funerali. Da qui il progetto “Quell’esplosione cent’anni fa” che subito viene riconosciuto fra gli anniversari di interesse nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. "La tremenda esplosione che sventrò il reparto di spedizioni dello stabilimento franco-svizzero Sutter&Thévenot, portandosi via i sogni e il futuro di 52 giovani operaie, è il nostro 8 marzo italiano", dice Lucia Albrizio, assessore alla Cultura e Pace del Comune di Bollate, annunciando i venti appuntamenti in programma da sabato al 10 giugno tra il Borgo del Castellazzo, il Parco delle Groane, la storica Villa Arconati ma anche il centro di Bollate con il municipio, le corti e il palazzo della biblioteca.

"Momenti per ricordare e rendere omaggio alle giovani vittime dopo cento anni ma anche per riflettere su temi importanti come la dignità, i diritti, il lavoro, la giustizia, il sacrificio e il ruolo civile e sociale delle donne", conclude Albrizio. Ci sono Lella Costa e Philippe Daverio fra i nomi del cartellone delle celebrazioni, spettacoli teatrali, musicali e incontri. Il calendario completo è possibile consultarlo sul sito: immaginiememoria.it e sulla pagina Facebook “Quell’esplosione cent’anni fa”.