Operai in uscita dallo stabilimento Alfa di Arese
Operai in uscita dallo stabilimento Alfa di Arese

Arese, 13 aprile 2016 - Da 'Cattedrale dei metalmeccanici' ad Arese Shopping Center il passo non è breve. Ma è proprio questa la metamorfosi avvenuta ad "Arese-città dei motori", come recita il cartello di ingresso nel comune alle porte di Milano. Qui una volta sorgeva il più grande stabilimento italiano della casa automobilistica del Biscione. Da teatro di scioperi e battaglie sindacali tra le catene di montaggio a "paradiso dello shopping", dove il nastro trasportatore è quello delle casse. Di quel passato restano oggi solo il Museo storico Alfa Romeo e il call center del gruppo Fca con circa 400 addetti e il vecchio centro direzionale, mentre la storica pista di prova è divenuta un circuito per guida sicura gestito da Aci Vallelunga Spa su 1,450 chilometri. 

Attivo tra il 1963 e il 2005, lo stabilimento arrivò a impiegare negli anni '80 circa 19mila dipendenti provenienti da tutta Italia, producendo celebri modelli come l'Alfetta o la Nuova Giulietta, fino alla progressiva dismissione e al trasferimento in altri siti della fabbrica e anche del Centro stile e progettazione

ANNI '50-'60 - Lo stabilimento di Arese fu costruito perché quello utilizzato precedentemente dalla casa milanese al Portello si stava espandendo troppo e non poteva allargarsi ulteriormente, essendo in Lo stabilimento dell'Alfa Romeo ad Arese (archivio)città e ormai arrivato a saturazione. L'area acquistata si estendeva fra Arese e Garbagnate, la decisione di costruire la nuova fabbrica fu presa nel 1959. A Giuseppe Luraghi, che fortemente volle il nuovo stabilimento, è oggi dedicata una via che costeggia l'Arese Shopping Center. La produzione fu avviata nel 1963 ma a fine decennio  furono frequenti le lotte operaie e le rivendicazioni sindacali A fine anni sessanta ad Arese erano iniziate delle rivendicazioni sindacali molto dure con scioperi e manifestazioni; gli operai ottennero svariate conquiste e lo stabilimento si meritò l'appellativo di "Cattedrale dei Metalmeccanici".

ANNI '70-'80 - Il continuo sviluppo dell'Alfa Romeo ad Arese proseguì fino a metà anni '70, con due botte d'arresto coincidenti con le crisi energetiche del 1973 e del 1979. La conseguenza di quel periodo fu un grande calo di vendite. L'apice venne registrato nel 1982, quando i dipendenti erano 19mila. Vi si producevano  Alfetta, Nuova Giulietta, Alfa 6 ed Alfetta GT e GTV. Tuttavia nel 1986 l'Alfa Romeo passò alla Fiat in seguito a cessione da parte dell'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) per problemi economici. I dipendenti erano scesi a 16.000 unità. A un solo anno dall'acquisto, per la procedura di risanamento aziendale in cassa integrazione guadagni, la forza lavoro fu ridimensionata a 6.000 operai.

ANNI '90-2000 - Dal 1989 in poi, complice anche una vicenda giudiziaria amministrativa promossa da un comitato locale che impose la riduzione del lavoro nell'impianto di verniciatura, comincia una drastica fase di riduzione dei dipendenti che culmina nel 2002 con la vendita dello stabilimento a una compagnia americana (AIG Lincoln). Nel 1992 termina la produzione della Alfa 75 in parallelo a una breve fase della produzione della sua erede Alfa 155 spostata poi a Pomigliano. Per un periodo vi fu prodotta anche l'Autobianchi Y10, mentre nel 1995 si iniziò la produzione della nuova Alfa Romeo GTV.

Nel 1997 il numero dei lavoratori scese sotto i 4.000. Contestualmente venne avviato il progetto di portare ad Arese la produzione di veicoli VAMIA (Veicoli A Minimo Impatto Ambientale) che si materializzerà nel 1998 con il montaggio di motore elettrico e batterie in alcuni esemplari di Fiat Seicento (prodotte nello stabilimento di Tychy in Polonia). La produzione della Fiat 600 Elettrica terminerà nel 2001 per via dello scarso successo del veicolo.

Le ultime automobili prodotte ad Arese con il marchio Alfa Romeo risalgono al 2000 e sono Gtv e Spider, il cui assemblaggio è stato trasferito presso gli stabilimenti della Pininfarina fino al termine della produzione (2005); in seguito sono state assemblate le Fiat Multipla ecologiche e, fino al 2005, gli ultimi motori V6 della stirpe "Busso" ideati dall'omonimo progettista torinese. L'ultima divisione aziendale della Casa del Biscione ad essere attiva nel polo industriale di Arese è stato il Centro Stile Alfa Romeo, in seguito trasferito a Torino.

IL CENTRO - Lo shopping center punta ad accogliere 13 milioni di persone all'anno. Progettato dagli architetti Michele De Lucchi, Davide Padoa e Arnaldo Zappa, il 'Centro' realizzato dal gruppo Finiper, inaugurato oggi, si estende su 55mila mq al piano terra e 38mila al primo piano. Rimarrà aperto sette giorni su sette, con un parcheggio da seimila posti auto a disposizione dei clienti e 200 negozi (L'ELENCO). Il progetto, con un investimento di oltre 300 milioni, segna anche l'esordio in Italia di un colosso dell'abbigliamento low cost come Primark, che ha allestito uno store nella galleria commerciale, e Lego. All'inaugurazione ha partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, sottolineando che grazie al progetto «sono stati creati 2.500 posti di lavoro». «L'apertura di un enorme centro commerciale su un'area che ha fatto la storia dell'industria italiana mette un pò di malinconia», ha spiegato Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai Cobas-Alfa Romeo, uno dei protagonisti delle lotte sindacali del passato. «Non siamo contro alla creazione di nuovi posti di lavoro - ha sottolineato - ma in questo modo vengono a mancare sul territorio le attività produttive primarie. Purtroppo è un segno dei tempi che cambiano».