L'avveniristico disegno della pista al coperto
L'avveniristico disegno della pista al coperto

Arese (Milano), 4 novembre 2018 - Sempre   più vicina. Accelera l’accordo di programma (Adp) per la riqualificazione dell’ultima fetta dismessa dell’immensa area dell’ex Alfa Romeo, una città nella città. Sulle ceneri della fabbrica motoristica, dopo la realizzazione del grande mall dei record “Il Centro”, si progetta la prima pista da sci indoor d’Italia.

Sullo sfondo le Alpi, sotto il grande parco verde del Lura riunito a quello del Villoresi, gli impianti di risalita consentiranno ai milanesi di potersi allenare sotto casa, 356 giorni all’anno. Martedì scorso si è riunita, dopo un lungo stallo, la segreteria tecnica in Regione Lombardia che si sta occupando dell’analisi del Piano, presenti al tavolo anche i tre sindaci coinvolti: per Arese Michela Palestra, Alberto Landonio per Lainate e per Garbagnate Milanese Davide Barletta. Pronti i primi cittadini a discutere delle ricadute di quella che sarà fra le più grandi trasformazioni mai realizzate di un’area industriale dismessa: a fine lavori due milioni di metri quadrati di suolo si saranno spogliati degli abiti industriali per indossare quelli commerciali dei grandi mall del consumo. Sparito dalle carte il lotto residenziale delle palazzine previste dall’accordo di programma del 2012 che vedeva fra i soci Euromilano, al loro posto il patron della catena degli Iper Marco Brunelli ha presentato lo skydome dei milanesi. Un progetto firmato, così come quello del grande mall di Arese, dall’archistar Michele de Lucchi.

Di quel che farà da contorno alla pista da sci, si conosce ancora poco. I tecnici di Regione lavorano per arrivare a breve alla pubblicazione delle varianti urbanistiche, che significa l’avvio dell’iter per dare il via libera ai lavori, l’Adp potrebbe arrivare per la ratifica davanti ai parlamentini di Arese, Lainate, Garbagnate entro aprile. Prima delle elezioni comunali che vedono a Lainate chiudersi l’era di Alberto Landonio. Una corsa contro il tempo che però non convince tutti. "Questa accelerazione può avere un valore solo se significa portare tutte quelle risposte che i territori chiedono in termini di inquinamento, trasporto pubblico, di ricadute in termini di sviluppo per i Comuni e per il territorio – dichiara Michela Palestra –. Senza questi elementi la fretta non è per noi accettabile".