I danni al parco (Spf)

Arese, 10 settembre 2018 - Sabato sera con festino di compleanno e devastazione al parco pubblico. È successo ad Arese al parco di viale Einaudi nella notte fra sabato e domenica. Indignati i residenti davanti all’area giochi che sembrava una discarica a cielo aperto e naturalmente è scattata subito la denuncia sui social. Non si tratta dei soliti vandalismi. A lasciare dietro di se sporcizia e danni sembrerebbe essere stata la festa di una ragazza del posto. «Dopo una bella mattinata esempio di comunità come la Stracada degli Alpini, arrivano le immagini del Parco di via Einaudi vandalizzato - commenta dal suo profilo Facebook il sindaco Michela Palestra, mamma di tre ragazzi -. Provo grande tristezza, come genitore ancora prima che come amministratore. La responsabilità di insegnare il valore del bene comune è nostra, delle famiglie e questo scempio è un fallimento per tutti». E aggiunge: «In piazza 11 Settembre la pavimentazione è stata distrutta dal gioco improprio di bambini non sorvegliati adeguatamente, l’area ora è recintanta, il preventivo per riparare i danni è di 10mila euro. In viale Einaudi è stata un’estate all’insegna degli schiamazzi notturni, al parco della Roggia si trovano rifiuti ogni mattina, nel parco di via Col di Lana i cestini rotti sono una costante». 

E mentrei cittadini chidono punizioni di ogni tipo contro i devastatori e invocano più controlli, i giovanissimi vandali di viale Einaudi sono stati scoperti, dagli stessi genitori che davanti ai fatti e, al clamore del web, corrono ai ripari: tempo due ore e il parco è stato ripulito, opera degli stessi che lo hanno vandalizzato. «Non sono criminali, hanno rotto un cestino e sparso sporcizia ovunque. Sono stati redarguiti. Non lo rifaranno più», si legge in un commento su Facebook. Capitolo chiuso? Non proprio. «Questi fenomeni di distruzione ingiustificata sono in aumento. Spaccare, danneggiare, sporcare non è un gioco, manca il senso del valore delle cose – riprende il sindaco –-. Interverremo per riparare i danni ma ragioneremo anche su come aumentare il presidio del territorio».