Pregnana Milanese (Milano), 29 novembre 2013 - Da quattro anni sono senza lavoro per colpa di manager e amministratori finiti sotto processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Stanno lottando per difendere i posti di lavoro e quel che resta dell’azienda che ha fatto la storia dell’informatica in Italia. Svenduti. Traditi. Ora anche beffati: rischiano di essere licenziati dai commissari straordinari. Sono gli 820 esperti di informatica di Agile-ex Eutelia, di cui 215 nella sede di via Ai Laboratori Olivetti di Pregnana Milanese. Tra una settimana, il 6 dicembre, termina la cassa integrazione straordinaria, con l’avvicinarsi della scadenza lo scorso 24 settembre i commissari straordinari hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo. L’altro giorno all’incontro al Ministero del Lavoro, nonostante la disponibilità del Ministero alla proroga della cassa, i commissari straordinari hanno «posto dubbi e perplessità e non hanno presentato formale richiesta», si legge su un comunicato stampa a firma di Fim Fiom e Uil nazionali.

Di qui lo scontro tra le parti, la sospensione della trattativa e la convocazione di una riunione per il 2 dicembre. «In quell’occasione ci saremo anche noi», annunciano i dipendenti sul loro blog. Anche nella sede pregnanese si prepara l’ennesima battaglia: «Siamo in una fase critica, abbiamo bisogno della proroga della cassa integrazione, ci serve altro tempo per trovare una soluzione occupazionale ai lavoratori rimasti - spiega Angelo Pagaria, delegato della Fiom Cgil di Milano -. Non è pensabile lasciare senza tutele i lavoratori e le lavoratrici e interrompere un percorso che lentamente e faticosamente ha ridotto i lavoratori da 2.200 agli attuali 820 e nel caso di Pregnana da 430 a 215. Non prorogare la cassa integrazione significa perdere tutte le misure a sostegno di un possibile reimpiego».

Ancora oggi negli uffici dell’ex Olivetti, ex General Electric, ex-Honeywell, ex Bull Italia, ex Getronics, ex Eutelia, gli informatici rimasti organizzano corsi di riqualificazione. Hanno avviato un job center per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Sanno che il loro è un settore in continua evoluzione, sanno anche che è in crisi, ma si preparano per tornare alla scrivania, nei laboratori. Senza la cassa integrazione per loro, il futuro sarà ancora più difficile.

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