Garbagnate Milanese, 2 ottobre 2011 - Un avviso di garanzia è stato notificato al sindaco di Garbagnate Milanese, Leonardo Marone. Il primo cittadino è finito sotto inchiesta nella sua veste di presidente della TC Sistema Servizi spa, importante azienda nel settore I-tech, con sede in viale Forlanini, in liquidazione da un anno dopo l’ultimo cambio di propietà e nome. La società nata nell’agosto 2004 dall’acquisizione da parte di una cordata di ventuno imprenditori locali di tutto il ramo servizi della TC Sistema SpA, avrebbe omesso di versare contributi previdenziali ai 120 dipendenti per un danno alle casse dell’Inps di 1 milione e 100.000 euro. Il mancato versamento era stato scoperto e contestato alla società dall’Ufficio delle Entrate alcuni anni fa in seguito ad una serie di controlli ispettivi. Venne concordato un piano di rateizzazione per consentire all’azienda di mettersi in regola con i pagamenti: ma nulla di quanto dovuto venne versato.

L'evasione contributiva dunque non è stata sanata ma nel frattempo l’azienda è fallita lasciando a casa i dipendenti e chiudendo gli uffici garbagnatesi. Il sindaco Marone è finito sotto inchiesta perché all’epoca dei fatti ricopriva la carica di presidente della società e dunque era il rappresentante legale della stessa. Incarico che ha lasciato nel giugno 2007 quando è stato eletto sindaco, in quota al Pdl, sostenuto da una maggioranza di centrodestra. Ma intanto in quei tre anni Marone aveva messo a disposizione della nuova realtà produttiva garbagnatese la sua esperienza di manager maturata prima come dirigente nella società farmaceutica Zambeletti di Baranzate e poi come titolare della Resistor di Senago, azienda che oggi è gestita dai suoi tre figli. Con Marone sulla poltrona da presidente quando, nel 2004, la TC Sistema passa dal liquidatore al pool di imprenditori e riparte da zero.
 

Lui credeva molto in questo progetto e aveva l’ambizione di trasformare la Tc Sistema Servizi in un polo informatico all’avanguardia. Forte di un capitale sociale di 630mila euro, il nuovo team di direzione era formato, oltre che da Marone, da Alessandro Chiappini, amministratore delegato, Ugo Balestrieri, Adele Melgrati e Alberto Barzaghi, come consiglieri. Puntava a crescere nel settore delle telecomunicazioni ma è andata verso il declino. Proprio negli anni in cui voleva rilanciare l’attività e difendere l’occupazione non avrebbe versato la contribuzione previdenziale dovuta all’Inps. Ora la Procura vuole vederci chiaro e accertare le responsabilità di questa maxi evasione contributiva che, ricordiamo, si configura anche come un reato. Gli inquirenti stanno indagando sul sindaco Marone per accertare se in questa truffa abbia avuto qualche responsabilità diretta oppure se sia estraneo ai fatti contestati. Non è stato reso noto se gli avvisi di garanzia siano stati notificati anche ad altri manager dell’azienda.