Patrick Zaki, mentre il Parlamento vota per il sì, con l'appoggio di Liliana Segre,  il governo frena sulla cittadinanza onoraria che potrebbe aiutare lo studente dell’Università di Bolgona recluso in Egitto nel cammino verso la libertà. Ma è una pioggia trasversale di reazioni indignate  nei confronti del premier. in testa quella del portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury. “ISono veramente imbufalito - dice Noury - Ci sono una serie di cose che non vanno: una di galateo, perché il Parlamento ha dato al governo un mandato preciso. Poi se il Parlamento esprime un indirizzo, il governo è obbligato a dare seguito. Dopo 48 ore, arriva una doccia fredda”. 

Noury insiste: “Mi auguro che sia stata una frase detta così, magari sbagliando o non concentrandosi. - ha sottolineato Noury - Se c’è invece un seguito tra le mani avanti del governo e questi guanti enormi lunghi 10 metri di questa presa di posizione è grave. Qui si tratta di una vita di una persona innocente che da 14 mesi si trova in una prigione in cui è entrato anche il Covid, ed è stata gettata una secchiata di cubetti di ghiaccio”. 

“La verità? La verità sta nel fatto che la figura di Patrick è stata coperta di menzogne è stato detto che è un terrorista e sappiamo che non è così - ha poi precisato  Noury - la procura egiziana ha annullato, e annulla, la persona e ne cancella i diritti. Nella ricerca della verità c’è il diritto alla verità, Patrick è un attivista dei diritti umani, è un prigioniero di coscienza e gli deve essere restituito il diritto alla verità. Patrick deve essere liberato, dobbiamo continuare a fare pressione sul Parlamento, sul governo, sull’opinione pubblica, sul mondo della solidarietà perché deve essere tirato fuori dal carcere e vorrei parafrasare: ‘liberarne uno per liberarne cento’. Tutti dobbiamo fare qualcosa piccolo o grande che sia, dobbiamo lavorare sui social, parlare, pungolare la responsabilità di ciascuno e far lavorare insieme i governo coinvolti per liberare Zaki”.

Compatto il centrosinistra: “Sono soddisfatto del gesto importante del Parlamento con il voto all’unanimità sulla cittadinanza per Patrick Zaki e noi chiediamo al governo di dare seguito a quella decisione del Parlamento”, dice il segretario Enrico Letta, all’assemblea nazionale Pd. Il riferimento, a dir poco esplicito, è al premier Draghi, che il governo propripo non lo vorrebbe coinvolgere nella vicenda. Secondo i detrattori, per non compromettere le relazioni economiche, più che diplomatiche, con l’Egitto, di cui l’Italia è ricco fornitore di armi.

Critiche dure anche dai Verdi e dal Movimento Cinque Stelle. “Male presidente Draghi, non si possono fare battute sui dittatori e poi non essere conseguenti ed oggi la sua posizione sulla cittadinanza a Patrick Zaki è pessima: sono più importanti le commesse militari all`Egitto o la difesa dei diritti umani e salvare il giovane Patrick?”.ha rincarato la dose il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

”Spiace che il presidente Draghi sembri prendere le distanze dalla vicenda di Patrick Zaki e dal Parlamento. Ricordo infatti al Presidente che e’ stato votato nell’Aula del Senato un Ordine del Giorno che conteneva precisi impegni che lo coinvolgono direttamente. Tra questi, oltre alla cittadinanza, anche l’applicazione degli strumenti della convenzione Onu contro la tortura del 1984 e quello relativo al farsi portatore e promotore della cultura del rispetto dei diritti umani in consessi internazionali quali il prossimo G7. Ci aspettiamo dunque che si dia seguito agli impegni assunti“, dice la senatrice M5s Michela Montevecchi.

Nel silenzio del centrodestra, paròla solo Fdi, per una volta a fianco del premier: «Penso che questo dibattito (sulla cittadinanza italiana a Patrick Zaki, ndr) sia animato da ottime intenzioni, ma rischia di ottenere l’effetto contrario a quello voluto cioè di mettere ancora più in difficoltà Patrick e nei limiti del possibile, il viceministro Sereni, che era nell’aula del Senato in rappresentanza del governo, ha cercato di farlo capire. Forse Draghi l’ha capito bene e giustamente ora ne prende le distanze». Così il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni