Movimento 5 Stelle: i vertici si ritrovano a Roma per un summit sul rilancio dell'azione politica, dopo le ultime difficoltà, fra risultati elettorali non esaltanti e il balletto sul sostegno al governo Draghi, risoltosi in conclusione con un appoggio benedetto dall'asse Grillo-Di Maio. All'hotel Forum di Roma, sede rimasta riservata fino all'ingresso dei protagonisti nelle sale per le riunioni, hanno partecipato anche il fondatore Beppe Grillo e, soprattutto, l'ex presidente del consiglio Giuseppe Conte, tuttora un punto di riferimento solido per numerosi esponenti del Movimento.

Folto lo schieramento dei big, giunti all'albergo – la casa romana del comico genovese – dalla mattinata. Tra questi il reggente Vito Crimi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il presidente della Camera Roberto Fico, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Paola Taverna, Carlo Sibilia. Assente invece Davide Casaleggio, impegnato nella sesta tappa del tour “La base incontra Rousseau”.

La beffa sulla sede

Tutti in silenzio prima della riunione, convocata in un momento delicatissimo per i Cinque Stelle. Con un giallo iniziale: sembrava che i grillini dovessero vedersi nella villa del fondatore a Marina di Bibbona, raggiunta fin dalle prime ore della mattinata da frotte di giornalisti. Poi il colpo di teatro, con lo “spostamento” dell'evento a Roma. Al tavolo si è comunque parlato del rinnovamento del Movimento, alle prese con le espulsioni e la probabile uscita di uno dei volti più noti e apprezzati dall'elettorato, l'ex parlamentare Alessandro Di Battista. La riunione è attualmente in corso nella terrazza dell'ultimo piano, con vista mozzafiato sui Fori Imperiali. Grillo è arrivato con un casco sul capo, un casco bianco con la visiera 'anti-Covid' calata davanti al volto, in stile astronauta.

L'ex presidente del Consiglio Conte invece è arrivato con la sua scorta, ma ha percorso a piedi l'ultimo tratto, affiancato dall'ex capo scorta che lavora ancora al suo servizio. Il giurista pugliese, per altro, ha lasciato l'albergo capitolino prima della conclusione del vertice, verso le 14.45. Senza fiatare. Al tavolo si è sicuramente parlato del suo ruolo. Grillo, pare, lo vorrebbe alla guida del Movimento. Nelle scorse settimane, dopo aver lasciato Palazzo Chigi e prima del suo ritorno all'insegnamento con una lectio magistralis, si era parlato anche della possibilità di un Conte “federatore” della triplice intesa Movimento-Pd-LeU. Molto dipenderà anche dai risultati del governo Draghi e dalla stabilità della larghissima alleanza che lo sostiene. Una mezz'ora la riunione si è conclusa.