Roma - Un incontro a suo modo storico, quello avvenuto questa mattina. Il segretario del Pd, Enrico Letta, si è incontrato con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Un normale vertice fra partiti che gravitano nell'area del centrosinistra, entrambi sostenitori del governo Draghi, se non fosse per il "vissuto" dei due protagonisti.

Impossibile infatti dimenticare le turbolente vicende a a cavallo fra 2013 e 2014, quando entrambi militavano nel Partito democratico e Renzi ne era da poco diventato segretario mentre Letta era presidente del Consiglio. "Enrico stai sereno", ripeteva l'ex sindaco di Firenze che molti indicavano come possibile premier e che infatti, nel febbraio del 2014, lo diventò a spese del compagno di partito che, in una cerimonia di passaggio di consegne passata alla storia, non fece nulla per dissimulare tutta la sua rabbia. Letta strinse a malapena la mano a Renzi, senza guardarlo negli occhi e andandosene subito via.

Sette anni dopo i due si ritrovano nuovamente leader, seppur ridimensionati nello scacchiere politico attuale che vede altri protagonisti, e volenti o nolenti devono parlarsi, anche se quell'"Enrico stai sereno" peserà sempre come un macigno. Questa mattina il faccia a faccia tra Enrico Letta e Matteo Renzi è durato 40 minuti nella sede Arel, l'Agenzia di ricerche e legislazione. Un incontro "franco e cordiale", secondo quanto riferito dai due rispettivi staff. I due, spiegano fonti del Nazareno, hanno fatto un'analisi a tutto campo e convenuto sul fatto che in questo momento lo sforzo prioritario debba essere sul sostegno alla campagna vaccinale del Governo e alle azioni di sostegno economiche. I Letta e Renzi hanno poi ragionato sulle prospettive future trovando, spiegano ancora dal Nazareno, alcuni punti di accordo e altri disaccordo, in particolare c'è una divergenza profonda sul rapporto con Conte e M5s, rapporto che Letta considera essenziale per costruire in prospettiva un'alternativa vincente a Fdi e Lega.