Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Roma, 20 gennaio 2021 - E' durato poco meno di cinquanta minuti l'incontro al Quirinale tra Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una riunione definita "interlocutoria". Insomma, per ora le bocche restano cucite. Il premier è salito al Colle intorno alle 18.30 per riferire al Capo dello Stato le sue valutazioni dopo la doppia fiducia ottenuta a Camera e Senato. Una fiducia, però, che a Palazzo Madama è a dir poco traballante, considerato i 156 sì ottenuti. Un numero che rende molto difficile, se non quasi impossibile, qualsiasi azione di Governo. Proprio per questio motivo nel primo pomeriggio Conte ha incontrato Vito Crimi e Alfonso Bonafede del Movimento 5 Stelle, Nicola Zingaretti e Dario Franceschini del Pd e il ministro della Salute Roberto Speranza di Leu: l'obiettivo è restare uniti per allargare il perimetro della maggioranza e riscrivere un nuovo patto di legislatura. L'intenzione del premier sarebbe quella di andare avanti, mantenendo per ora l'interim all'Agricoltura, e, solo successivamente, decidere la squadra di governo. Nella riunione ci sarebbe stato soprattutto un confronto su come andare avanti con il lavoro.

Intanto l'opposizione di centrodestra compatta continua ad appellarsi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché chiuda l'avventura di Conte a Palazzo Chigi: "Il Paese non può restare ostaggio di un Governo incapace. Si tratta di una minoranza che continua la scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi ha tradito l’impegno preso con gli elettori". Voci dalla maggioranza assicurano che nei prossimi giorni si uniranno alla causa altri parlamentari. Una condizione imprescindibile, come confermato dai dem Zingaretti e Franceschini: "Occorre voltare pagina e ampliare la forza di questo Governo. Un Governo è forte se può contare su 170 senatori. Ora dobbiamo lavorare, serve un disegno politico".

Un disegno politico, però, da trovare in fretta. Perché se fino a ieri tutti pensavano che la deadline fosse tra due settimane, è Italia Viva a ridefinire la scadenza: "Mercoledì 27 gennaio Camera e Senato voteranno la relazione sullo stato della Giustizia del ministro Alfonso Bonafede. Voteremo contro", ha annunciato Matteo Renzi, che poi ha rincarato la dose: "Dopo il Conte 1, dopo il Conte Bis ora siamo al Conte dimezzato".