Giuseppe Conte e Matteo Renzi
Giuseppe Conte e Matteo Renzi

Milano, 15 gennaio 2021 - Sono ore di "tregua" in attesa dei due giorni che decideranno il destino del premier Conte e del suo esecutivo. Cresce la suspense sulla conta in Aula: il premier ha i numeri? Le date clou sono lunedì e martedì quando quando il premier Giuseppe Conte affronterà la sfida delle aule parlamentari. Quello che accadrà nel frattempo non è affatto scontato. Si infittisce il rebus della maggioranza di governo dopo che Matteo Renzi ha aperto 'de facto' la crisi con le dimissioni delle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto. In attesa delle comunicazioni di Giuseppe Conte - lunedì alle 12 a Montecitorio, e il giorno seguente, alle 9:30, a Palazzo Madama - Italia viva tiene la posizione, con il capogruppo al Senato Davide Faraone, che invita il presidente del Consiglio Giuseppe a "sciogliere i nodi" e affrontare i problemi anziché affidarsi a maggioranze "raccogliticce". Il partito del senatore di Rignano sull'Arno non cede sui contenuti chiedendo più fondi per la sanità e l'attivazione del Mes. In Italia viva si assicura la tenuta del gruppo. Anche i più dubbiosi tra i renziani sulla mossa del senatore di Rignano oggi affermano che il gruppo si è ricompattato. 

Intanto, continua la 'ricerca' dei parlamentari che possano colmare il vuoto che potrebbe lasciare Iv, astenendosi nel voto di fiducia. Il segretario del Partito Demoratico Nicola Zingaretti ha chiesto espressamente a Conte di "allargare la maggioranza e innovare il programma" avvertendo "che tutti i nodi della verifica sono ancora sul tappeto". "In questo anno e mezzo di governo sono stati commessi molti errori e ci sono state molte lentezze. Accettammo il taglio dei parlamentari in cambio di impegni che poi non ci sono stati. Perciòdico che oggi non possiamo accettare tutto. Abbiamo già dato", scandisce il segretario del Pd, parlando ai componenti dell'assemblea dem. Zingaretti poi precisa su Iv: "Nell'animo mio e del gruppo dirigente non c'è alcuna voglia di rivalsa o di vendetta nei confronti di nessuno".

Secondo Iv, Conte non avrebbe i numeri, fermandosi a 151 voti di fiducia al Senato, e sarebbe fallita ogni campagna acquisti dagli altri partiti di maggioranza. "Il nostro gruppo è compattissimo", assicura Faraone. Mentre Clemente Mastella, tra gli artefici dell'operazione 'responsabili' sembra avvertire Conte e i partiti di maggioranza. "Giustamente e con saggezza politica, il segretario del Pd Zingaretti chiede al presidente Conte di allargare i confini della maggioranza -riconosce - Una cosa, però: nessuno pensi di recuperare il dialogo con Renzi alle spalle dei 'responsabili'". Tra le ipotesi che circolano più insistentemente nella giornata vi è anche quella che non si vada verso un Conte II bis ma verso un Conte Ter. Il percorso prevede che Conte vada al Quirinale con le dimissioni. Consultazioni lampo e lista dei ministri, per poi presentarsi alle Camere con un nuovo governo. Quindi con un 'Conte ter' che - qualora fosse questo il percorso - potrebbe nascere prima delle previste comunicazioni di Conte lunedì a Montecitorio e martedì a Palazzo Madama.