Giuseppe Conte e Matteo Renzi
Giuseppe Conte e Matteo Renzi

Milano, 14 gennaio 2021 - Con le dimissioni delle ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova, oltre che del sottosegretario Ivan Scalfarotto, Italia Viva ha aperto la crisi di Governo. La prossima mossa tocca adesso al premier Giuseppe Conte, che nelle prossime ore deciderà come muoversi. "Italia Viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di Governo - avrebbe detto ieri il premier ai suoi ministri -. Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando. Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione". Decisive saranno anche le decisioni che prenderà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Ore 23.43 - Terminato il Consiglio dei ministri

E' da poco terminato il Cdm che ha dato via libera allo scostamento di Bilancio.  Il Consiglio dei ministri notturno ha approvato una relazione che chiede alle Camere uno scostamento di bilancio di circa 2 punti di pil, pari a 32 miliardi di euro, che il Parlamento dovrebbe votare il 20 gennaio, dopo l'esito dell'informativa del premier Giuseppe Conte. La dote del piano di aiuti dovrebbe quindi essere superiore ai 24-25 miliardi, previsti inizialmente, e l'extra deficit servirà per finanziare il nuovo decreto Ristori con gli interventi a sostegno dell'economia, a partire dagli indennizzi alle attività colpite dall'emergenza pandemica legata al Coronavirus. Il nuovo scostamento andrà a coprire anche la Cig, le risorse per i vaccini e la sanità

Ore 22.36 - Crimi: "Ora archiviamo Renzi"

"Tracciamo una linea rispetto a Renzi. Punto e a capo, archiviamo Renzi e pensiamo a presente e futuro". E' quanto ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, ai suoi durante l'assemblea dei parlamentar

Ore 22.12  - Zingaretti: "Non andiamo avanti senza Conte"

Nicola Zingaretti punta ancora su Conte: "Io credo che il tema di allargare una maggioranza o di tentare di ricostruirla con il presidente Conte e dargli una credibilità c'è, poi questo quello che vorrà dire lo vedremo". Però è sbagliato, secondo il leader del Partito Democratico, "negare che un problema da questo punto di vista bisogna porselo". Zingaretti è poi tornato sullo strappo di Renzi. "Lo conosco bene, mi ha sorpreso. Io con Renzi ho lavorato in questi mesi, ma già il giorno del giuramento, il giorno del giuramento di questo governo si è fatta una scissione e fondato un altro partito e mentre stiamo insieme tentando di cambiare le cose, si apre una crisi". Qualche problema "uno se lo pone di questi ritorni all'improvviso a identità che più che costruire distruggono".

Ore 21.55 - Renzi: "Se non ci voglion, non votiamo la fiducia"

Di Maio dice mai piu' con Renzi? "Sono talmente dispiaciuto che Di Maio avra' piu' tempo per occuparsi di politica estera: non si tocca piu' palla in Libia, non si parla piu' di accordi con la Cina, si sbaglia interlocutore in America. Almeno Di Maio avra' piu' tempo per provare a fare il ministro degli Esteri". Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Iv, a Dritto e rovescio, su Rete 4. Poi, ha aggiunto: "Se non ci vogliono, noi non diamo la fiducia, con molta liberta', ma continuiamo comunque a votare le cose che servono all'Italia. Noi vogliamo dare una mano". Il leader di Iv ha concluso: "Se loro hanno i numeri, e' la democrazia parlamentare che vince, tanto di cappello, ma se i numeri non li hanno, vorra' dire che si andra' al Quirinale e si fara' un altro governo". 

Ore 20.28 - Conte in Senato martedì 19 gennaio

Il premier Giuseppe Conte sarà al Senato martedì alle 9,30. Lo ha deciso la capigruppo al Senato.

Ore 20.11 - Di Maio: "Renzi non è più un interlocutore"

"Noi siamo stati molto chiari, chi stacca la spina, chi mette in difficoltà il governo non è più un interlocutore, e questa situazione di instabilità sta danneggiando l'Italia anche davanti alla comunità internazionale". Risponde così Luigi Di Maio al Tg1 alla domanda se ci siano ancora margini per ricucire con Matteo Renzi.

Ore 19.48 - Camera: comunicate dimissioni delle ministre Iv

Le dimissioni da ministro di Teresa Bellanova e ed Elena Bonetti, e da sottosegretario di Ivan Scalfarotto sono state formalmente comunicate all'Assemblea di Montecitorio dal vicepresidente Fabio Rampelli, che ha letto una lettera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ore 19.24 - Conte alla Camera lunedì 18 gennio

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sara' nell'Aula della Camera lunedì per le comunicazioni su cui sarà poi posta la fiducia. 

Ore 18.36 - Meloni: "Unica cosa seria è andare al voto"

"Conte avrebbe già dovuto dimettersi o presentarsi alle Camere". Così Giorgia Meloni, lasciando la Camera. "Se dovesse ancora avere i numeri la prossima settimana, avremmo un governo ancora più debole". "L'unica cosa seria, responsabile, in
questa fase è andare al voto", conclude la leader di Fdi.

Ore 18.26 - Berlusconi: "Stop tatticismo di Palazzo"

"Non sono preoccupato per le mie condizioni, mi preoccupo per quelle di tanti italiani vittime del Covid e di altre malattie e di tanti altri italiani che subiscono le conseguenze di una crisi gravissima. Mi preoccupo anche, di conseguenza, per il rischio che la crisi politica che si è aperta aggravi la paralisi decisionale del Paese in un momento così difficile. Qualunque sia la soluzione, è necessario attuarla al più presto, senza perdere neppure un giorno nei tatticismi della politica di palazzo. Un saluto e un ringraziamento cordiale a tutti". Lo scrive in una nota Silvio Berlusconi.

Ore 18.17 - Conte alle Camere lunedì o martedì

Lunedì alla Camera e martedì in Senato. Giuseppe Conte sara' in Parlamento all'inizio della prossima settimana per le comunicazioni sulla situazione politica attuale. Lo si apprende da fonti di governo. 

Ore 17.36 - Salvini: "Conte in Aula, se non ha numeri si faccia da parte"

"Se Conte non ha più i numeri eviti di tenere fermo il Paese e si faccia da aparte. Il centrodestra ha uomini donne, idee e progetti per prendere per mano e rilanciare questo Paese. L'unica cosa che l'Italia non si può permettere è un
governo fantasma che litiga e perde tempo". Lo ha detto il segretario dela Lega Matteo Salvini, lasciando la Camera dopo il vertice di centrodestra. "Conte o va al Quirinale a dimettersi o viene in Parlamento e ci racconta se ha trovato per strada qualche senatore disposto a rinnovargli la fiducia. Ho parlato con il presidente Mattarella - ha riferito Salvini - gli italiani hanno il problama della salute, della scuola, del lavoro, dei rimborsi. Non è possibile perdere altro tempo, chiediamo che domani Conte venga in Parlamento a spiegare agli italiani cosa sta accadendo".

Ore 16.53 - Conte torna a Palazzo Chigi: "Chiarimento politico in Parlamento"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è rientrato a Palazzo Chigi dopo essere salito al Quirinale. Mattarella ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla sen. Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali - il relativo interim e' stato assunto dal presidente del Consiglio dei ministri -, dalla prof. Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall'on. Ivan Scalfarotto, sottosegretario di stato. Inoltre, secondo quanto rende noto il Quirinale, "il presidente del Consiglio ha illustrato al presidente della Repubblica la situazione politica determinatasi" a seguito delle dimissioni della delegazione di Italia Viva dal Governo e "ha rappresentato la volontà di promuovere in Parlamento l'indispensabile chiarimento politico mediante comunicazioni da rendere dinanzi alle Camere. Il presidente della repubblica ha preso atto degli intendimenti cosi' manifestati dal presidente del Consiglio dei Ministri". 

Ore 16.22 - Terminata riunione ufficio politico del Pd

E' terminata la riunione dell'ufficio politico del Pd convocata per fare il punto sulla situazione nella maggioranza e nel governo alla luce della crisi politica innescata dalle dimissioni delle ministre e del sottosegretario di Italia Viva. La riunione e' durata oltre tre ore. 

Ore 16.21 - Fonti Lega: "Centrodestra pretende Conte in Aula"

Matteo Salvini, riferiscono fonti della Lega, "dopo aver convocato il tavolo, si è fatto carico di parlare a nome di tutta la coalizione". Il numero uno di via Bellerio ''si è lungamente confrontato in particolare con Cesa, Toti e Lupi". Il "centrodestra è compatto", riferiscono le stesse fonti, e "pretende che Conte venga in Aula al più presto". "Già nelle prossime ore, Salvini si aspetta novità", viene spiegato da fonti del Carroccio.

Ore 16.11 - Conte al Quirinale

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è giunto al Quirinale  per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il premier sarebbe intenzionato a chiedere l'interim delle deleghe lasciate vacanti da Italia Viva. Le dimissioni delle due ministre di Iv, Teresa Bellanova e Elena Bonetti, dai ministeri dell'Agricoltura e della Famiglia, hanno tuttavia effetti diversi l'una dall'altra dal punto di vista procedurale. Il dicastero di Teresa Bellanova è infatti un ministero con portafoglio, mentre quello di Elena Bonetti e' una delega del presidente del Consiglio che viene affidata a un ministro senza portafoglio. Se dunque Giuseppe Conte volesse assumere l'interim, lo farebbe solo per l'Agricoltura mentre per la Famiglia dovrebbe solo ritirare la delega.

Ore 15.57 - M5S: "Piena fiducia a Conte"

Piena fiducia nel presidente Conte e nessuna possibilità di riavviare un confronto con Matteo Renzi. A quanto si apprende da fonti M5s questi due punti sono emersi in modo netto nel corso della riunione tra il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e la delegazione M5s di governo.

Ore 15.55 Anche per Pd basta con Iv

Prima Luigi Di Maio. Con Iv "strade definitivamente divise". Linea su cui si ricompattano i 5 Stelle con Alessandro Di Battista che scrive su Fb. "Con Conte e senza Renzi, finalmente tutti compatti". Poi arriva la chiusura dal Pd. "C'è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l'inaffidabilità politica di Italia Viva", scandisce Nicola Zingaretti. "E' un dato" che "mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza". Ora ogni scenario resta possibile. Uno viene però escluso da Zingaretti. "Mai al governo con i sovranisti". Mentre resta in piedi, concreto, il rischio elezioni perché si potrebbe scivolare non volendo in quella direzione. Per i dem, viene ribadito nella riunione, si va avanti con Giuseppe Conte a cui viene riconosciuto di aver fatto molte aperture -non raccolte- a Renzi. E a questo punto, il prossimo passaggio è la parlamentarizzazione della crisi. E lì -per evitare di scivolare verso il voto- vanno trovati i voti necessari per andare avanti.

Ore 15.52 - Franceschini: "Non vergognarsi ricerca maggioranza in Aula"

"In questa legislatura - ha detto  Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attivita' culturali e del turismo - sono nati due governi tra avversari alle elezioni e, in un sistema elettorale come il nostro, avverra' spesso. Nel passato il termine responsabili indicava una negativita', non e' piu' cosi': non siamo piu' in un sistema bipolare con due poli e due candidati premier in cui il cambio di schieramento veniva giustamente classificato come ribaltone. Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in Parlamento, apertamente, alla luce del sole e senza vergognarsene. E cosi' sara' anche questa volta'".

Ore 15.23 - Fonti Ue: "Situazione in Italia non così drammatica"

La crisi di governo in Italia non preoccupa più di tanto i bene informati nelle istituzioni Ue, che confidano nella capacità della politica italiana di trovare "soluzioni" in situazioni come questa, che potrebbe essere meno "drammatica" di quanto non appaia a prima vista. "Il ministro italiano informera' i suoi colleghi all'Eurogruppo sulla situazione politica in corso".

Ore 15.01 - Toninelli. "Renzi fa pagare agli italiani il suo ego"

"Matteo Renzi ha deciso di far pagare agli italiani le assurdità del suo ego ipertrofico. Nella surreale conferenza stampa di ieri, il leader di Italia Viva ha provato a spiegare una crisi che non ha spiegazioni, con una contorta arrampicata sugli specchi. E non lo diciamo solo noi del M5s: è il pensiero di milioni di italiani. Ha accusato Conte di aver fatto della politica un reality show, quando nell'ultimo mese lui stesso ha dato vita a una vera e propria soap opera di minacce e ricatti lanciati sempre dai sofà televisivi. Scaraventare il paese nel caos per i capricci scriteriati di un singolo individuo è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Gli italiani, dopo mesi di sacrifici immani, non meritano questo". Così in una nota il senatore M5s Danilo Toninelli.

Ore 14.51. Articolo Uno: "Avanti con Conte, basta avventure"

"E' un errore gravissimo aver aperto la crisi in un momento così buio e critico per il nostro Paese".Così il senatore di Articolo Uno Vasco Errani in una nota su Facebook. "Si tratta di un gesto tanto più incomprensibile dopo che molte richieste avanzate dalla maggioranza erano state accolte dal presidente del Consiglio. Occorre andare avanti con Conte che è l'unica possibilità concreta per dare un governo al Paese. Basta con le avventure: non servono proprio crisi al buio" 

Ore 14.36 - Al via nuovo vertice del Centrodestra

E' iniziato il vertice dei leader di centrodestra a Montecitorio per fare il punto della situazione politica dopo gli ultimi sviluppi della crisi del governo Conte. E' il secondo summit dopo quello di ieri seguito alle dimissioni dei ministri renziani.

Ore 14.30 - Conferenza Capigruppo di Montecitorio riprenderà nel pomeriggio

Riprendera' nel pomeriggio, secondo quanto si apprende, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio chiesta da maggioranza e opposizioni all'indomani delle dimissioni dei ministri Iv. Sul tavolo figura, in particolare, la richiesta di comunicazioni da parte del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Alla base della sospensione dei lavori della riunione, viene riferito, l'attesa di maggiori dettagli sulla "parlamentarizzazione" della crisi.  E' stata intanto confermata la data del 20 gennaio per il voto dell'Assemblea sulla preannunciata richiesta di scostamento di bilancio, in quanto, adempimento dovuto.

Ore 14.09 - Zingaretti:"Inaffidabilità politica di Italia Viva"

"C'e' un dato che non puo' essere cancellato dalle nostre analisi. Ed e' a questo punto l'inaffidabilita' politica di Italia Viva. Che e' un dato presente e che io credo - e questo dovremmo tenerlo in considerazione comunque per come avvenuto - mina la stabilita' in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza". Cosi' il segretario Nicola Zingaretti nel corso dell'ufficio politico del Pd.

Ore 13.56 - Delrio: "Crisi va parlamentarizzata"

"Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni". Lo ha detto capogruppo del PD alla Camera, Graziano delrio, a margine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio

Ore 13.20 - Si rafforza l'ipotesi di Cartabia premier

Nelle ultime ore circola in ambienti parlamentari con sempre piu' insistenza il nome della presidente Emerita della Corte Costituzionale Marta Cartabia. La crisi piu' difficile potrebbe condurre a un'assoluta, e positiva, novita' per l'Italia, quella della prima donna presidente del consiglio. Per ora si tratta di un'ipotesi, suffragata pero' da una disponibilita' sempre piu' larga nei partiti, a cominciare dalle fonti parlamentari Pd, M5s e Iv contattate dalla Dire. L'ipotesi resta tale al momento. Anche perche' la rotta 'principale' della strategia giallorossa e' la salvezza del governo presieduto da Giuseppe Conte. E solo in subordine vengono considerate altre soluzioni. Ma in ambienti parlamentari il nome di Cartabia è tra quelli che suscitano maggiore consenso. 

Ore 12.52 - Aggiornata conferenza dei capigruppo al Senato

La conferenza dei capigruppo del Senato è stata aggiornata alle 17 "perché la presidente Casellati ha chiesto tempo per fare le sue verifiche". Lo ha riferito il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci, al termine della riunione durata un'ora e mezza.  "Tutti siamo d'accordo sulla parlamentarizzazione della crisi ma il Pd pensa sia opportuno che i tempi dipendano dal premier Conte e da Mattarella e dalle verifiche che sarà necessario fare nelle prossime ore. Invece il centrodestra vuole Conte in aula il prima possibile", ha spiegato Marcucci.

Ore 12.25 - Azzolina:"Scelta incomprensibile per i cittadini"

"Come sappiamo queste sono ore molto delicate per la scuola italiana, in generale per il nostro Paese e per il mondo. Da ieri il contesto in Italia è ancora un pò più incerto con scelte difficili da comprendere per i cittadini, ma noi abbiamo il dovere di andare avanti". Lo dice il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

Ore 12.14. Di Maio: "Italia rischia di essere macchiata indelebilmente"

"Mentre il Paese attraversa uno dei momenti più bui della sua storia, ieri Matteo Renzi ha scelto di ritirare i suoi ministri aprendo l`ennesima crisi di governo. Il mondo ci sta guardando e purtroppo non possiamo andarne fieri". Lo scrive su facebook Luigi Di Maio, ministro degli Esteri ed esponente M5s."Nell`anno nella presidenza italiana del G20, della copresidenza italiana della COP26 e soprattutto nell`anno in cui dobbiamo iniziare a spendere il piano Marshall del nuovo millennio, l`Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade - insiste Di Maio -. Avremmo tanto da imparare dal senso di unità che ha contraddistinto il nostro popolo durante questa terribile pandemia".

Ore 11.59. Landini: "Crisi poco comprensibile"

"Il mio giudizio è che la crisi è poco comprensibile. Trovo singolare che si dia l'ok al Recovery per aprire una discussione nel Paese con il parlamento e con le forze sociali, che si annunci che si voterà anche lo scostamento e contemporaneamente ci si dimetta dal governo". Lo sottolinea il leader della Cgil, Maurizio Landini, in un'intervista a Rainews 24

Ore 11.31. Boccia: "Massima priorità a ristori, crisi non incide"

La crisi "non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi" sui ristori: il decreto ha la "massima priorità" ma serve prima il nuovo scostamento di bilancio. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con le regioni, sottolineando che si sta ragionando su ristori «specifici» per il settore dello sci e 
che sono confermati «interventi cospicui» su bar, ristoranti e su tutte le attività che verranno penalizzate dalle chiusure 

Ore 10.43. Più Europa: "No a un Conte ter"

"La crisi deve essere immediatamente parlamentarizzata: Conte vada subito in Parlamento a verificare se ha ancora una maggioranza o si dimetta e ceda il passo. Non sarebbe tollerabile aspettare una settimana per cercare transfughi per una maggioranza raccogliticcia". E' la posizione di Più Europa, espressa dalla senatrice Emma Bonino, dal segretario Benedetto Della Vedova e dal deputato Riccardo Magi. "Per quel che ci riguarda, siamo totalmente indisponibili a qualsiasi ipotesi di Conte ter. È invece il momento di verificare la possibilità di un governo riformatore ed europeista", conclude la nota. 

Ore 10.33. Toti: "Da centrodestra mai sostegno a Conte"

"Di sicuro un Governo Conte non avrà mai il sostegno né di Cambiamo! né degli altri partiti del centrodestra". Lo afferma il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo!, Giovanni Toti stamani a Tg2 Italia su Rai 2. "Non bisogna confondere dei toni seri, responsabili e pacati, perché il momento non consente benzina sul fuoco, con volontà politica. Noi abbiamo detto che all'interno di questo perimetro di maggioranza, con un Governo che ha questa maggioranza e questo programma politico, non c'è spazio per chi lo ha contestato negli ultimi anni", ha precisato.

Ore 10.26. Prodi: "Sono moto preoccupato"

"Sono molto molto preoccupato, non è possibile con i problemi che abbiamo, il recovery fund, il G20, la Libia, penso un paese come l'Italia in cui ci vantiamo di essere sensibili alle cose del mondo...vuol dire che un Paese rinuncia a se stesso quando succedono queste cose in questi momenti, non è una semplice divisione ma è il Paese che si divide". Così Romano Prodi a Radio Uno commenta la crisi di governo. Sull'ipotesi che ora nasca un governo tecnico Prodi dice: "il governo non può essere tecnico, anche un governo tecnico è politico perché sovrano è il Parlamento che è stato votato, quella è solo un'espressione, adesso abbiamo bisogno di un governo che faccia le cose".

Ore 10.22 Sospesi i lavori della Camera

Sospesi i lavori della Camera, alla luce della crisi di Governo. Da tutti i gruppi è stata condivisa la richiesta che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferisca in Aula. "Aderisco alla proposta di convocare a breve una capigruppo, anche per stabilire un percorso ordinato e responsabile in questo momento cosi' drammatico - ha detto il presidente della Camera Roberto Fico -. Contatterò il presidente Conte per la richiesta di venire in Aula".

Ore 10.08. Fdi chiede sospensione lavori al Senato

Fratelli d'Italia chiede di sospendere i lavori del Senato. "Siamo in una situazione paradossale - ha detto il senatore Alberto Balboni intervenendo in Aula durante lo svolgimento delle interrogazioni - siamo qui per ascoltare le risposte di un Governo che non c'è più. Siamo in una situazione assurda e credo che per il rispetto della dignità di quest'Aula si dovrebbero sospendere i lavori, in attesa che la crisi si chiarisca, in modo che il Parlamento abbia un interlocutore vero e non solo l'ologramma di un Governo che non esiste piu'".

Ore 10.06. Gelmini: "La maggioranza non c'è più"

"Vorrei citare le parole del presidente del Consiglio Conte che ieri ha detto in maniera chiara che la maggioranza non può andare avanti se tutti i partiti che la compongono non sostengono il governo, e che non è tempo di cercare voti qua e la' per cercare di andare avanti: se queste parole hanno un senso mi pare evidente che la maggioranza non c'è più". Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio.

Ore 9.37. Santangelo (5 Stelle): "Renzi scellerato"

"Con il ritiro dei propri ministri, annunciato ieri sera, Matteo Renzi si è assunto la responsabilità di provocare una crisi di governo in piena pandemia e con l'intero Paese in difficoltà. Un atto che riteniamo incomprensibile oltre che scellerato, soprattutto durante la più grave crisi economica e sanitaria della storia repubblicana". Lo afferma il senatore del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Santangelo.

Ore 9.31. Base Riformista:"Italia Viva irresponsabile"

"Alla gravissima irresponsabilità mostrata da Italia Viva occorre rispondere con il massimo grado di responsabilità da parte di coloro che hanno a cuore l'interesse nazionale", dice ad Agorà RaiTre Andrea Romano, deputato Pd e portavoce di Base Riformista, l'area dem guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti. "Oggi - prosegue - l'interesse nazionale coincide con la ricostruzione e il rilancio della maggioranza politica che ha governato l'Italia dall'agosto 2019: niente di più e niente di meno".

Ore 9.16. Schifanti: "Tornare al voto"

"L'unico sbocco in assenza di una immediata soluzione della crisi è il ricorso alle urne con un governo che possa accompagnare nell'arco di due o tre mesi il Paese al voto: escludiamo l'ipotesi di un esecutivo tecnico, come fu quello di Mario Monti, perche' non ve ne sono i presupposti come nel 2011. Siamo in democrazia e la Costituzione è molto chiara al riguardo: se non c'è una maggioranza in Parlamento si vota. In tal caso non ci sara' nulla di strano se sarà la nuova maggioranza a eleggere il Capo dello Stato". Cosi' a Radio Anch'io il senatore di Forza Italia Renato Schifani, consigliere politico di Silvio Berlusconi.

9.15. Calenda: "Una disdicevole farsa"

La crisi di governo è "una disdicevole farsa, uno scontro tra due ego in un momento drammatico per il Paese". Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite di 'Start' su Sky Tg 24.

Ore 9.03. Il ministro Amendola: "Crisi incomprensibile per gli italiani"

"Noi abbiamo lavorato perché questa crisi incomprensibile per gli italiani e gli osservatori avesse uno sbocco logico, adesso questa grave responsabilità di una crisi al buio ha degli esiti incerti. Serve comprendere come uscirne". Lo ha detto il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola, a 24Mattino su Radio24. "La grave responsabilità di questa crisi al buio apre scenari incerti. Non trovo una logica da una crisi che getta il paese nell'instabilita' - ha aggiunto - oggi ci troviamo in una situazione di grande incertezza"